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martedì 6 settembre 2011

NARDO' GAETA 3-1


Mirabet, Corvino, Pablo Veron e il Gaeta è demolito.



ASD NARDO' 3-1 GAETA CALCIO



Scorers: 15' Santi, 31' Mirabet, 60' Corvino, 67' Pablo Veron

NARDO’: Leopizzi, Rizzo, Centanni (Febbraro 39’ s.t.), Veron R., De Toma, Mirabet, Corvino (Puce 36’ s.t.), Puglia, Garat, Veron P. (De Razza 32’ s.t.), Meuli. In panchina: Salerno, Pagnotta, Mariano, Margagliotti. All. Longo.

GAETA: Fornasier, Perfetto, Calascione, Gay, Scoppetta (Di Florio 16’ s.t.), Calabresi, Lezcano, Cornacchione (De Simone 29’ s.t.), Visciglia (Leccese 1’ s.t.), Scerrati, Santi. In panchina: Tomeo, Emma, Cristiano, Terrazzino. All. Mollo.

ARBITRO: Valiante di Nocera.

MARCATORI: Santi (G) 13’ p.t, Mirabet (N) 30’ p.t., Corvino (N) 7’ s.t., Veron P. (N) 16’ s.t.

NOTE: espulso Santi 11’ s.t.; ammoniti Rizzo, Centanni, Puglia, Gay e Leccese. Angoli 6-1 per il Nardò.



Vivace, coraggioso, generoso e convincente. Comincia con una vittoria sorprendentemente fragorosa, che avrebbe potuto assumere dimensioni ancora più rotonde, il campionato granata. Contratto all’inizio, bravo a non spaventarsi dopo il repentino svantaggio e poi sempre più illuminato dalle intuizioni di un campioncino come l’esordiente Corvino, Il Nardò rischia infine di maramaldeggiare, quando il Gaeta resta in dieci per l’espulsione di Santi, a risultato già ribaltato. E ciò a dispetto di un attacco, complici i forfait di Pereyra e Pierguidi, che i più pessimisti avevano immaginato come un castello di sabbia costruito in fretta e furia e di una fragilità impressionante.



In attesa di comprendere, domenica dopo domenica, la reale dimensione di una squadra ricostruita di sana pianta, il responso del campo è stato invece di una assoluta chiarezza sulla bontà del lavoro di allestimento dell’organico nei limiti delle risorse economiche disponibili. E dell’ottimo lavoro atletico, di assemblaggio e tecnico-tattico compiuto fin qui dallo staff di Alessandro Longo, che a Nardò è ormai come uno di famiglia. La riprova sta nella evidente superiorità dimostrata nei confronti di un Gaeta che ha vissuto le stesse vicissitudini estive del Nardò. Anche i laziali hanno dovuto procedere ad una rivoluzione tecnica dettata da esigenze economiche, ma oggi pur potendo contare su un tasso di qualità probabilmente anche superiore a quello dei granata, hanno finito con l’essere sovrastati fisicamente e tatticamente. Certo di errori e sbavature in campo se ne sono anche visti tanti, ma la squadra è stata brava a far circolare la palla senza mai rinunciare a cercare la porta attraverso la ricerca di un organico sviluppo del gioco.



Al fischio d’inizio Longo smentisce tutte le ipotesi rincorsesi in settimana in merito alla sostituzione dello squalificato Pereyra: tocca al baby Corvino la pesante eredità del capitano, che il ragazzo di Caprarica non farà rimpiangere con una gara impreziosita da dribbling e accelerazioni sfornati a ritmi sempre più vertiginosi fino alla spettacolare marcatura del 2-1. Il neotecnico laziale Casu, costretto a seguire la partita dalla tribuna, cambia modulo e passa al preannunciato 4-3-1-2. Il sacrificato è l’esterno Emma e così con un centrocampo tutto argentino (Gay-Cornacchione-Lezcano), Scerrati si piazza tra le linee a supporto di Visciglia e Santi.



Parte proprio dal settore di destra granata, dove Rizzo e Corvino formano un bel tandem, la prima palla invitante per la deviazione di testa di Meuli che sfiora il palo alla sinistra di Fornasier. Meuli ci riprova al 5’ sul prosieguo di un’azione di Garat, ma l’ex Grottaglie da posizione angolata non trova lo specchio della porta. Brivido all’8’, quando Leopizzi manca l’intervento su un colpo di testa ad incrociare di Scoppetta, ma è provvidenziale l’intervento sulla linea di De Toma. E’ il segnale premonitore del gol biancorosso, che giunge in una fase di gioco in cui il Nardò fatica a contenere le iniziative ospiti. Il merito è però tutto di santi che realizza un gran gol al volo, andando ad insaccare in mezza girata una respinta della difesa.



Il Nardò sembra patire il colpo e fa fatica ad imbastire una reazione, ma al 23’ potrebbe già riequilibrare il risultato se Meuli non calciasse incredibilmente a lato da distanza ravvicinata, dopo uno strafalcione difensivo di Perfetto. Il Nardò recupera i giusti equilibri a centrocampo con una guardia attenta di R. Veron su Scerrati e così il Gaeta per tornare a farsi pericoloso deve attendere un calcio piazzato: al 26’Gay costringe Leopizzi alla parata a terra su un insidioso tiro dal limite. L’infortunio di Cornacchione, toccato duro da Centanni, è un duro colpo per il centrocampo ospite. Ed è una iniziativa di un Centanni molto propositivo in fase offensiva il prologo al gol del pareggio granata. Il terzino neretino chiama Fornasier alla deviazione in angolo con una parabola velenosa da fuori area e sugli sviluppi del corner è l’argentino Mirabet a trovare con perfetto tempismo la zuccata vincente. Acquista fiducia e convinzione la squadra di Longo che potrebbe effettuare il sorpasso già al 34’, ma Garat tallonato da un difensore in disperato recupero e ostacolato dall’uscita di Fornasier non calibra al meglio il possibile pallonetto del vantaggio. Cresce intanto Corvino che ubriaca a suon di dribbling Calascione e prima del ritorno negli spogliatoi mette in mezzo due cross radenti e pericolosi, preda di una difesa ospite sempre più in affanno.



Nell’intervallo Casu rinuncia ad un Visciglia evidentemente non ancora al meglio e passa ad una difesa a 5 con l’inserimento di Leccese che va a fare il terzo difensore centrale. L’obiettivo è quello di chiudere gli spazi dalle parti di Corvino, ma il ventenne attaccante esterno granata è davvero in giornata di grazia. E al 7’ raccoglie il lancio lungo di Leopizzi, con un colpo di testa si serve da solo un assist in piena area avversaria, lasciandosi alle spalle Scoppetta e Leccese. Una giocata da campione coronata dall’apotesi del gol, piattone di destra che si infila rasoterra sul palo più lontano. Roba da spellarsi le mani per gli applausi.



Il Gaeta è ormai in ginocchio e una ulteriore tegola è l’espulsione di Santi. L’attaccante biancorosso spinge rovinosamente Rizzo sulla rete di recinzione dopo un prolungato corpo a corpo nell’inseguimento di un pallone destinato in fallo laterale. Rimasto senza attaccanti di ruolo e con un gol da rimontare per i laziali è la fine. Le percussioni offensive del Nardò si fanno così sempre più devastanti. Corvino, trasformatosi in una sorta di regista offensivo continua a sfornare palloni sempre più invitanti per i compagni. E al 16’ parte proprio da lui l’azione che Pablo Veron finalizza con un rasoterra incrociato di rara precisione. Non c’è più storia e ci sarebbe anche il gol di Garat, eccezionale in un lavoro tattico molto faticoso, se il guardalinee non sventolasse un fuorigioco. Non c’è ormai storia e applausi scroscianti e convinti salutano il primo successo di un Nardò ancora a caccia di rinforzi. A fine partita il d.s. Gianni Inguscio non ha escluso che in settimana possa giungere una mezzala sinistra di qualità e un attaccante centrale che rappresenti una alternativa a Garat.





MICHELE CLIMACO per Nardocalcio.net