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venerdì 8 novembre 2013

Antiqua historia sempiternum amor

  • 1925: Fondazione dell'Unione Sportiva Neritina.
  • 1926-1937: Attività a carattere locale.
  • 1937-1938: 1° nel campionato di Terza Divisione Pugliese. Promosso in Seconda Divisione.
  • 1938-1939: Partecipa al girone E della Seconda Divisione Pugliese.
  • 1939-1943: Partecipa ai campionati di Seconda Divisione Pugliese.
  • 1943-1945: Attività sospesa per cause belliche.
  • 1945-1947: Partecipa ai campionati di Seconda Divisione Pugliese.
  • 1947-1948: 1° nel campionato di Seconda Divisione Pugliese. Promosso in Prima Divisione.
  • 1948-1949: Partecipa al girone B della Prima Divisione Pugliese.
  • 1949-1950: Partecipa al girone B della Prima Divisione Pugliese.
  • 1950-1951: Partecipa al girone B della Prima Divisione Pugliese.
  • 1951-1952: 9° nel girone B della Prima Divisione Pugliese.
  • 1952-1960: Partecipa al campionato di Prima Divisione Pugliese.
  • 1958:Assume denominazione Associazione Calcio Nardò.

domenica 20 ottobre 2013

San Severo - Nardò 6-0

I Granata reggono solo mezzora. Altra mortificazione per il Toro.

Scorers: 35' Iannicello, 40' Galetti rig., 45' e 47' Polani, 50' Della Ventura, 85' Florio
SAN SEVERO: Pizzolato, Mangiacotti, Fasci, Della Ventura, Ianniciello, Simonetti, De Vivo, Ganci, Galetti, Di Matera, Ladogana.
A disp.: De Rossi, Florio, De Rosa, Sansone, Cesareo, Selvaggi, Burdo, Polani.
Allenatore: Rufini.

NARDO': (3-5-2) Bracciale, Garrisi, Rizzo, Pati, Diop, Keita, Piccinonno, Stapane, F. Vetrugno, Alex Antico.
A disp.:Degli Angeli, Chiffi, Tundo, Spedicato, De Benedittis, Di Bari, Spagnolo, Bruno.
Allenatore: Menichelli

Arbitro: Michele Somma di Castellammare di Stabia

lunedì 14 ottobre 2013

Nardò - Brindisi 0-7

I ragazzi Granata mandati allo sbaraglio. O si cambia o ritiro immediato.

Scorers: Pellecchia 1' , 27', 35' Pellecchia, 38' Cacace, 44' Gambino, 72' Gambino, 78' Tedesco

NARDO' (5-3-2) - Passaseo, Rizzo, Pati, Antico Alessio, Persano, Stapane, Marra, Prinari, Keita, Orlando, Antico Alex.
A disp.: Bracciale, Liotto, Garrisi, Piccinonno, Chiffi, Di Bari, Bruno, Spagnolo. All. Menichelli.

Brindisi: Novembre, Iaboni, Cacace, Patti, Liotti, Loiodice, Nassi, Marsili, Gambino, Pellecchia, Fella. A disposizione: Peschechera, Bove, Akuku, Tedesco, Greco, Sicignano, Martinelli, Favia, Albano. Allenatore: Ciullo.
Arbitro: Giuliano Parrella di Battipaglia
Assistenti: Giacomo Barchetta di Nola e antonio Pedarra di Foggia

lunedì 7 ottobre 2013

Turris - Nardò 5-0

TURRIS (4-4-2): Liccardo; Postorino, Lucchese, Amendola, Mannone; Moxedano, Tarascio, Sibilli, Bisogno (11'st Mansour); Longoni (30'st Scognamiglio), Perna (15'st Grezio). A disp.: Sollo, Belfiore, Morabito, Falco, Manzo, Amato. All.: Castellucci

NARDÒ (3-5-2): Passaseo; Pati, Antico (1'st Garrisi), Rizzo; Keita, Stapane, Piccinonno (30'st Bruno), Marra, Diop; Prinari, Orlando. A disp.: Bracciale, Spedicato, Di Bari, Persano, Spagnolo. All.: Menichelli

Scorers: 5' Longoni, 20' Sibilli, 42' Perna, 58' Perna, 83' Scognamiglio
Arbitro: Sig. Yuri Mastrogiuseppe di Sulmona. Assistenti: Sigg.ri Marco Capolupo e Pasquale Martinelli di Matera
NOTE: Pomeriggio nuvoloso, temperatura intorno ai 23°. Terreno di gioco in buone condizioni. Prima del fischio d'inizio un minuto di raccoglimento per la strage di Lampedusa. Ammoniti: /. Espulsi: /. Recupero: 1' pt, 2'st.

lunedì 30 settembre 2013

Nardò - Bisceglie 1-1

NARDO’ (3-5-2) Passaseo; Pati, Antico, Rizzo; Keita, Prinari (30’ s.t. Bruno), Marra, Piccinonno (18’ s.t. Stapane), Diop; Spagnolo (13’ s.t. Persano), Orlando. (Pentimone, Garrisi, Maldarella, Spedicato, Di Bari, Vetrugno). All. Menichelli.

BISCEGLIE (4-3-1-2) Lella; Belfanti, Gambuzza, Papasidero, Tundo; Lorusso (5’ s.t. Visconti), Lamatrice (32’ s.t. Fiorentino), Logrieco; Lisi (32’ s.t. Pizzutelli); Croce, Del Core. (Iurlo, Prestigiacomo, Maglione, Abbinante, Allegrini, Lattanzio). All. Bitetto.

Reti: 73' Prinari, 03' rig. Visconti
ARBITRO: Nicoletti di Catanzaro.

Che peccato non aver potuto ammirare il Nardò formato under+juniores+ il capitano, fin dalla gara contro il Manfredonia. Che peccato aver dovuto attendere due settimane per osservare strapagati professionisti arrancare, sbuffare, sudare, soffrire sotto l’assalto di arrembanti e asfissianti cavallette, come quegli undici ragazzini (anche Alessio Antico sembrava ringiovanito di quindici anni) in maglia granata. Che fortuna aver potuto assistere a tale spettacolo senza dover sborsare neanche un centesimo. Travolge qualsiasi ostacolo il calcio giocato. E’ inarrestabile come la passione della maggioranza silenziosa della tifoseria neretina, che ha potuto finalmente esprimere il suo affetto verso una maglia e una storia calcistica che non meritano l’ignominia di una disonorevole ritirata.

giovedì 12 settembre 2013

Nardò - Brindisi 1-2


Asd NARDO' 1-2 Cd BRINDISI
Scorers: 1' Tedesco rig., 65' Mariano, 83' Gambino
NARDO': Renna, Keita, Antico, Taurino, Bruno (Fumarola 46'), Cammarota, Mariano (Orlando 70'), Rescio, Marra, Volpicelli (Balzano 75'), Corvino.
A disp.: Passaseo, Gigante, Giannuzzi, Chiarelli, Prinari.
All. Sgobba
Città di Brindisi: Novembre, Bove, Akuku, Nassi (65' Favia), Patti, Cacace, Martinelli, De Martino, Fella, Greco (86' Pellecchia), Tedesco (65' Gambino).
A disp.: Peschechera, Iabboni, Sicignano, Marsili, Vantaggiato, Aia.
All. Ciullo
Arbitro: Giuliano Parrella di Battipaglia

lunedì 9 settembre 2013

Real Vico - Nardò 3-1

Scorer: 11' Corvino, 15' Iovene, 47' Coppola rig., 68' VolpeREAL VICO (4-4-2): Apuzzo, Vigorito, Lolaico, Coppola, Maraucci, Ansalone, Cirillo (Biondi dal 24'pt), Corsale, Mennella (Volpe dal 6'st), Iovene (Matarazzo dal 27'st), Russo. A disp.: Giuffredi, Circiello, Oriunto, Piccolo, Martone, Trofa. Allenatore: Di Maio.

NARDÒ (4-3-3): Passaseo; Fumarola (Rescio dal 17'st) Calabuig, Taurino, Keita; Cammarota, Zaminga, Giannuzzi; Orlando (Prinari dal 24'pt), Corvino, Volpicelli (Bruno dal 42'st). A disp.: Renna, Antico, Gigante, Chiarelli, Prinari, Mariano, Balzano. Allenatore: Sgobba (in tribuna), al suo posto il vice Serio).


ARBITRO: Sig. Giampaolo Mantelli di Brescia, coadiuvato dai Sigg.ri Giuseppe Ditto di Reggio Calabria e Fernando Cantafio di Lamezia Terme.
NOTE: giornata soleggiata, temperatura intorno ai 28°. Terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori 160 circa di cui una quarantina di fede ospite. Ammoniti: Corsale (RV), Iovene (RV), Lolaico (RV). Recupero: 2'pt, 4'st.

lunedì 2 settembre 2013

Nardò -Metapontino 1-1


NARDO': Pentimone, Fumarola, Chiarelli (20'st Giannuzzi), Zaminga, Antico, Taurino, Orlando (22'st Prinari), Cammarota, Volpicelli, Corvino, Marra.In panchina: Passaseo, Gigante, Rescio, Balzano. All. Sgobba (in panchina Angelo Serio).

REAL METAPONTINO: Di Gennaro, Grittani, Ambrosecchia, Manzillo (23'st Grano), Maglione, Digno, Cadaleta (15'st Tourè), Cordisco, Cirigliano, Pignatta, Mascolo (7'st Ragno). In panchina: Marino, Lorusso, Cati, Marchesano, Giacobbe, Di Sento. All.: Logarzo.

Reti: al 2' aut. Manzillo, al 75' Cirigliano.
ARBITRO: Paolo Campogrande di Roma 1.
NOTE: Pomeriggio nuvoloso, temperatura intorno ai 28°. Terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti: Pignatta, Cordisco, Grano (RM). Antico, Fumarola, Giannuzzi (N). Espulsi: 13'st Pignatta (RM) per doppia ammonizione. Recupero: 2' e 5'.

L’esordio delle beffe e dei paradossi. Il Nardò ha il piglio e le potenzialità di una grande squadra, non la concretezza, tanto che per sbloccare il risultato deve affidarsi ad una autorete dell’ex Manzillo, una delle più rocambolesche della storia calcistica. Ma l’amaro esordio contro la caparbia e fortunata matricola metapontina è soprattutto la conseguenza di una irrazionale disparità di rendimento tra le due frazioni di gara. Spumeggiante e straordinaria la prima, un mezzo disastro la seconda. Tanto che pur avendo assistito ad una sorta di tiro al bersaglio granata nel corso del primo tempo, diventa difficile mettere in forte dubbio la legittimità del pareggio del Real Metapontino, giunto con gli ospiti ridotti in dieci e pur capaci di costringere il Nardò a rintanarsi nella propria trequarti.

sabato 24 agosto 2013

Coppa Italia: FC Francavilla - Asd Nardò 0-1

FRANCAVILLA (4-3-3): Ziembasky, Russillo, Di Giorgio, Ferrara, Nicolao, Pioggia, Sekkoum (66' Donnadio), Masullo, Di Nella (63' Foscolo), Pisani (60' Cristoforo), Sperandeo. In panchina: Annunziata, Marziale, Ferraiuolo, Tuzio, Caldararo, Propato. All. Lazic

NARDO' (4-3-3): Pentimone, Fumarola, Chiarelli, Zaminga, Calabuig, Taurino (76' Antico), Balzano (46' Marra), Cammarota, Arcamone (60' Volpicelli), Corvino, Orlando. In panchina: Passaseo, Giannuzzi, Gigante, Rescio, Mariano, Renna. All. Sgobba in panchina Serio
Rete: Corvino al 65'
Arbitro: Ilario Guida di Salerno. Assistenti Cataldi e Salerno.

lunedì 19 agosto 2013

Coppa Italia: Nardò - Grottaglie 3-2


NARDÓ: Pentimone, Fumarola, Chiarelli (32'st Giannuzzi), Zaminga, Calabuig, Taurino, Balzano, Rescio (23''st Marra), Arcamone (13'st Volpicelli), Corvino, Orlando. A disposizione: Renna, Saracino, Gigante, Antico, Mariano. Allenatore: Sgobba.
GROTTAGLIE: Sergi, Quaranta (1'st Carruezzo), Pisano, Collocolo, Carluucci, Danese, Presicci, Sanna, Formuso L. (42'st Pisani), Battista (6'st Sergio), Colucci. A disposizione: Marinò, Maiorino, Merico, Collocola, Formuso R. Allenatore: Bosco.

ARBITRO: sig. Gironda Velardi di Bari.
NOTE- Al 27'st Sergi (GRO) devia un rigore a Corvino (NAR). Espulsi: 26'st Carruezzo (GRO), 42'st Sanna (GRO). Ammoniti: Zaminga (NAR), Carlucci (GRO), Collocolo (GRO).Recupero: 3'pt, 4'st.



Vittoria come da pronostico ma sofferta più del previsto. C'è voluto un Corvino formato top player per scardinare la munitissima difesa grottagliese e per compensare gli erroracci della difesa neretina.

Abbiamo visto finalmente un Nardò padrone del gioco e propositivo ma appena i Granata perdevano palla in fase d'attacco o d'impostazione sono stati dolori.

giovedì 15 agosto 2013

Coppa Italia: Nardò - Grottaglie

Domenica 18 agosto h.18 - Stadio Comunale "Giovanni Paolo II" - Nardò

Il rinnovato Nardò di Sgobba affronta il ripescato Grottaglie di Mister Bosco. Neretini reduci da un probante ritiro in Calabria mentre i tarantini cercano di assemblare una squadra di base nell'attesa di un riassetto societario.
Secondo le (positive) indicazioni avute dalla tre amichevoli, Vito Sgobba dovrebbe mandare in campo il seguente 4-3-3: Pentimone, Fumarola, Keita, Taurino, Calabuig, Zaminga, Perlangeli, Orlando, Rescio, Arcamone, Corvino.
A disp.: Passaseo, Mariano, Chiarelli, Antico, Saracino, Balzano, Papa, Volpicelli

lunedì 27 maggio 2013

Nardò - S.Antonio Abate 0-0

Play out ritorno
NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Febbraro, Lomasto, Taurino; Montenegro, Difino, Giordano, De Luca (dal 31’ s.t. Bagnoli), Vetrugno; Corvino (dal 41’ s.t. Rizzi), Rescio (dal 24’ s.t. Marzocchi). (Renna, Pasca, Lanotte, Abrescia). All. Sgobba.
 SANT’ANTONIO ABATE (4-4-2) Apuzzo; Giordano, D’Aniello, Lagnena, Scarparo; Amendola (dal 27’ s.t. Alfano), Eligibile (dal 15’ s.t. Sperandeo), Pontillo (dal 40’ s.t. Cirillo), Romano; Volpicelli, Tedesco. (Di Lorenzo, Perrella, Pastore, Martone). All. Fontanella.
 ARBITRO: Bichisecchi di Livorno
 NOTE: espulsi Scarparo (SA) al 36’ s.t. per proteste, Cirillo (SA) al 40’ s.t. per gioco violento e l’allenatore del Sant’Antonio Abate Fontanella al 46’ s.t; ammoniti Mirarco (N), Corvino (N), D’Aniello (SA), Giordano (SA). Angoli 6-2 per il Sant’Antonio Abate.

lunedì 20 maggio 2013

S.Antonio Abate - Nardò 0-0 play out

SANT’ANTONIO ABATE (4-3-3) Apuzzo; Amendola, Scarparo, Lagnena, D'Aniello; Eligibile, Pontillo, Zambardino; C. Giordano, Volpicelli, Tedesco. A disp.:(Di Lorenzo, Perrella, Pastore, Cirillo, Esposito, Alfano, Sperandeo). All. Fontanella.

 NARDO': (5-3-2) Mirarco, Montenegro, Febbraro, Taurino, Vetrugno, Lomasto, Difino, De Luca, Giordano, Rescio, Rizzi. A disp.: (Piccolo, Marzocchi, Lanotte, Pasca, Abrescia, Saracino, Corvino). All. Sgobba.
 Arbitro: Lorenzo Bertani di Pisa.
 Primo assistente: Lorenzo Biasini di Cesena Secondo assistente: Thomas Santalucia di Udine

venerdì 10 maggio 2013

Nardò - Francavilla 0-0


NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Febbraro (48’ s.t. Lomasto), Antico, Taurino; Difino, Giordano (15’ s.t. Rizzi), Marzocchi (39’ s.t. Lanotte), Rescio, De Luca; Di Piedi, Corvino. (Piccolo, Vigliotti, Bagnoli, Abrescia). All. Sgobba.
FRANCAVILLA (4-1-4-1) Ziembansky; Russillo, Ferrara, Di Giorgio, Nicolao; Sekkoum; Fanelli, Pioggia, Della Ventura, Varriale; Del Prete (37’ s.t. Gilfone). (Cassarà, Nuzzo, Donaddio, Manzella, Marziale, Chirita). All. Lazic.
ARBITRO:  Curti di Milano.
NOTE: ammoniti Rescio, De Luca, Rizzi, Sekkoum, Di Giorgio. Angoli 5-3 per il Francavilla.

Il Nardò fallisce l’ennesima chance casalinga, rendendo ancora più tortuoso il suo cammino verso la salvezza. La classifica non è ancora da allarme rosso, ma si fa sempre più forte la sensazione di essersi infilati in un pericoloso tunnel, proprio nel momento in cui alcune delle dirette concorrenti sembrano aver trovato una soluzione ai loro problemi. Uno stratificarsi della involuzione manifestatasi subito dopo la sosta, resistente anche alla scossa inferta dall’avvicendamento in panchina.
 Probabilmente neanche lo stesso Sgobba avrebbe immaginato una prestazione così deprimente e terribilmente povera di sostanza. Ma il responso del campo è stato perfettamente in linea con i segnali negativi emersi nelle tre precedenti gare. Il Nardò di questi tempi è una squadra che ha perso brillantezza, incisività e combattività. Una squadra senza più una idea di gioco, imbambolata e timorosa, praticamente incapace di chiamare il portiere avversario ad  interventi che si discostino di molto dalla ordinaria amministrazione. E a rendere ancora più asfittica la manovra si è aggiunta la difficoltà di trovare varchi sugli esterni per l’assenza contemporanea di Pasca e Montenegro e l’accentramento di Corvino .
Limiti ai quali Sgobba ha provato ad ovviare nella ripresa con l’inserimento di Rizzi e il passaggio ad una difesa a quattro, mentre irrisolto è rimasto il problema del ritmo della manovra, troppo compassato per scardinare una difesa attenta e ben organizzata. Considerata la piega che aveva preso la partita ci sarebbe stato il rischio di soffrire anche in difesa, ma tutto sommato si è rivelata invece impeccabile la prestazione del terzetto difensivo che con il decisivo contributo di Mirarco è riuscito ad arginare efficacemente le controffensive avversarie. Nonostante il Francavilla in fase di ripartenza fosse squadra in grado di far male per la capacità di ribaltare il fronte del gioco con l’apporto quasi sistematico di centrocampista e esterni.
Due le sostanziali novità nell’assetto tattico per il quale opta Sgobba al suo debutto sulla panchina granata: l’arretramento di Rescio a centrocampo e il contestuale passaggio al 3-5-2 con Corvino unico partner di Di Piedi in avanti. C’è poi la scelta di utilizzare Marzocchi senza rinunciare a Giordano, con la conseguenza di adattare Difino e De Luca nel ruolo di esterni. Il Nardò fatica enormemente a penetrare in area avversaria. La prima conclusione giunge al 15’ ed è un tiro centrale da fuori area di Giordano subito ad impensierire la retroguardia lucana. Un rimedio alla inconcludenza dell’azione offensiva potrebbe derivare dallo sfruttamento delle palle inattive, ma al 21’ una punizione calciata dalla destra da Giordano taglia quasi per intero lo specchio di porta, fino a trovare la deviazione in angolo di Di Giorgio. Al 23’ De Luca ci prova da fuori area, ma la sua staffilata incoccia su un difensore a centro area.
Il Francavilla si rende conto che la supremazia del Nardò è solo di facciata e assume un atteggiamento più propositivo. E al 25’ mette i brividi con una folata sulla sinistra di Nicolao che serve con estrema precisione Del Prete piazzato sul palo più lontano: l’incornata del centravanti lucano trova la pronta risposta di Mirarco, che neutralizza in due tempi. Sull’altro fronte Di Piedi (28’) prova a sfondare centralmente su una delle poche palle giocabili servitegli in profondità, ma è costretto a desistere dinanzi al muro difensivo che si alza intorno, nonostante una uscita non impeccabile di Ziembasky. Il Francavilla, che ha ormai capito di potersi giocare la partita senza timori, guadagna metri e al 35’ chiama Mirarco ad un nuovo intervento decisivo. Il portiere granata devia in tuffo, in calcio d’angolo, una punizione dal limite di Del Prete. Il tempo si chiude sull’unica vera occasione da rete creata dal Nardò nel corso dei novanta minuti: una giravolta in scivolata di Corvino in piena area che si rivela però centrale.
Non c’è maggior mordente nel Nardò che si ripresenta in campo dopo l’intervallo. Il Francavilla trova anche il gol sugli sviluppi del primo angolo della ripresa, ma l’arbitro s’avvede di una spinta su Taurino e fischia prima ancora della deviazione area di un giocatore avversario. Per mettere in ambasce la difesa ospite il Nardò deve addirittura affidarsi ai falli laterali a lunga gittata di Corvino, Di Piedi prolunga di testa provando ad inquadrare l’incrocio dei pali, Giordano sembra sulla traiettoria ma manca la deviazione sotto misura. Non punge il Nardò, fanno invece male le folate offensive del Francavilla, che al 14’ chiama Mirarco al terzo intervento decisivo della domenica, stavolta su Varriale: una deviazione di prima intenzione su invito di Del Prete, che il portiere granata intercetta in tuffo.
Sgobba prova a rianimare un Nardò senza idee e energie con l’inserimento di Rizzi. Il passaggio al 4-3-3 sembra rianimare anche Corvino che al 16’ trova lo spunto irresistibile per entrare in area dal vertice corto, quando l’avversario ormai superato in dribbling lo stende ad un centimetro dalla linea bianca. E’ uno dei pochissimi brividi di un secondo tempo che scivola via senza sussulti, con la confusione che taglia le gambe al Nardò condannandolo ad una partitaccia senza vie d’uscita. A scuotere il sonnolento e grigio tran-tran è una improvvisa accelerazione al 35’ di De Luca che in percussione salta un paio d’avversari e poi serve in profondità Di Piedi, beccato però in posizione di fuori gioco. Esteticamente più gradevole la manovra del Francavilla, ma ricca di sbavature al momento dell’ultimo passaggio, così che la difesa granata non corre più alcun pericolo. Proprio al 45’ Rizzi ci prova su punizione, ma la sua battuta in diagonale si spegne sull’esterno della rete.                     

Nardò - Gladiator 0-2


NARDO’ (3-4-3) Mirarco; Vergori (29’ s.t. Antico), Taurino R., Vetrugno; Montenegro, Giordano, Difino, Lanotte (14’ s.t. De Razza); Corvino, Taurino D. (1’ s.t. Patera), Bagnoli. In panchina: Novembre, Pasca, Marzo, Recchia. All. Renna.
GLADIATOR (4-3-3) Maiellaro; Pastore, Borrelli, Terracciano (Criscuolo 29’ s.t.), Viglietti; Di Pietro, Bonavolontà, Leone; Longo, Evacuo (12’ s.t. Puccinelli), Manzo (22’ p.t. Mazzeo). In panchina: Voli, Franchini, Luce, Armonia. All. Squillante.
ARBITRO: Proietti di Terni.
NOTE: ammoniti Difino, Taurino, Montenegro, Viglietti, Di Pietro; angoli 12-2 per il Gladiator.

Il campionato del Nardò è ormai entrato ufficialmente in una fase di preoccupante stagnazione. Difficile immaginare di muovere la classifica in assenza di produttività realizzativa. E poiché un eventuale antidoto alla Majella dipendenza potrà giungere soltanto dal mercato di dicembre, a questo punto non resta da augurarsi un pronto recupero dell’infortunato probabilmente più indispensabile e insostituibile della storia calcistica neretina. Anche perché ora, Trani a parte, le squadre di coda appaiono tutte in fase di vigorosa crescita. 
La partita con il Gladiator è stata una sorta di fotocopia di quella vissuta soltanto due settimane addietro con l’altra capolista del torneo. Nardò dignitosamente in partita fino al vantaggio avversario, poi il buio più assoluto, in assenza della lucidità e dell’ispirazione e degli strumenti necessari  per provare ad imbastire una minima reazione. Né hanno sortito alcun effetto le soluzioni alternative provate dal tecnico Renna a gara in corso per capovolgere l’ineluttabile inerzia degli eventi, ovvero l’inserimento di un Patera incapace di entrare efficacemente in partita  o l’affrancamento da compiti di copertura di Vetrugno, mai protagonista di una iniziativa o di un affondo sulla fascia degno di nota. Si ha come l’impressione che il forfait di Majella oltre ad una grave mutilazione della fase offensiva, determini anche uno scoramento di natura psicologica in una squadra che senza il suo terminale d’attacco finisce con il cadere in una sorta di depressione e di fatale rassegnazione al peggio, che scatta non appena viene meno il conforto dello 0-0 di partenza.
In effetti, fino alla prodezza balistica di Terracciano e nonostante gli insoliti scricchiolii difensivi palesati fin dalla prima azione d’attacco avversaria, il Nardò era stato in grado di non concedere nulla di particolarmente rilevante alla co-capolista del torneo, che rispetto all’Ischia dispone di un fraseggio meno avvolgente e raffinato. E così dopo i brividi a ripetizione provocati dalle mancate chiusure di Vetrugno e Vergori che consentivano infine a Manzo di liberare al tiro Longo in piena area, la partita si manteneva in sostanziale equilibrio e il Nardò imbastiva pure qualche offensiva degna di nota, il cui consuntivo si limitava però a due conclusioni ben lontane dallo specchio di porta da parte di Difino (6’) e Davide Taurino (15’). Non trovava invece la finalizzazione di Bagnoli, contrastato in area da un avversario (11’), una travolgente iniziativa sulla destra di Corvino, abile a chiudere con un cross in area campana una bella triangolazione con Davide Taurino.
La discreta partita del Nardò andava in frantumi quando al 23’ Terracciano capitalizzava al meglio il lascito di Manzo. Ovvero una punizione dai 25 metri conquistata dalla rapida punta nerazzurra proprio nell’azione che sanciva la sua uscita di scena, per le conseguenze del vigoroso contrasto con Roberto Taurino. Era l’inizio della fine per il Nardò, che pure per qualche minuto dava l’impressione di poter abbozzare una degna reazione, subito dopo aver corso il rischio dell’immediato colpo del k.o.  a causa dell’ennesima amnesia di Vergori che al 26’ si faceva rubare palla da Leone il cui tiro cross era neutralizzato con una parata a terra da Mirarco. Era Corvino, poi completamente sparito dalla scena nel corso della ripresa, a chiamare Mastroianni alla respinta di pugno con un diagonale al 27’ e nuovamente un minuto dopo con un tiro centrale da fuori area.    
Ma segnali evidenti del disfacimento del Nardò venivano dalle tre palle gol concesse nell’ultimo quarto d’ora di primo tempo al Gladiator. Ancora Vergori sfortunato protagonista dell’azione conclusasi al 29’ con una staffilata di Mazzeo in piena area, con il difensore granata poco reattivo nel controllare un pallone carambolatogli sulla gamba. Pronto invece Mirarco al 39’ a bloccare una spettacolare rovesciata di Di Pietro, mentre tre minuti dopo si rivelava provvidenziale una deviazione di Difino sulla violenta conclusione di Longo, praticamente a botta sicura, scagliata all’altezza del dischetto.
I correttivi proposti da Renna nella ripresa non rallentano la discesa negli abissi del Nardò che si consuma definitivamente al 18’ quando Mazzeo beffa la difesa granata, trovando il varco per affondare centralmente, ma manca poi incredibilmente il gol, spedendo il suo diagonale sul palo. La fortuna del Nardò dura però soltanto un attimo, perché il primo ad avventarsi sul pallone che torna verso l’area di rigore è Longo, che da pochi passi trova la deviazione vincente. Nardò-Gladiator finisce qui. Il colpo del k.o. getta nella più totale confusione la squadra di Luca Renna e amplifica l’impotenza derivante dalla mancanza di un punto di riferimento avanzato. Tocca a Roberto Taurino turare con la solita reattività e precisione le falle che di tanto in tanto si aprono nella retroguardia:  fondamentale proprio nel finale un salvataggio su Longo lanciato a rete, per evitare una sconfitta di più larghe dimensioni. L’unico tiro nello specchio della porta avversaria è un diagonale di Difino al 40’.
Il tesoretto accumulato nel ciclo d’oro iniziato col Bisceglie e proseguito sino a Francavilla si è ora estinto. Consente però al Nardò di rimanere nel maxigruppone delle concorrenti alla salvezza, senza l’affanno di rincorse a perdifiato. Ora che il ciclo terribile è alle spalle, diventa però necessario rimettersi in carreggiata. Anche se ogni auspicio e considerazione non può prescindere da un rapido recupero di Majella e nel contempo nella individuazione sul mercato di un’adeguata alternativa,  per non rimanere in balia della sorte, quando il campionato entrerà nella sua fase decisiva.                        

Nardò - Pomigliano 1-1


NARDO’ Mirarco, Febbraro, Pasca, Difino, Antico (14’ s.t. Lomasto), Marzocchi (31’ s.t. Lanotte), Montenegro, Giordano, Di Piedi, Rizzi (27’ s.t. Bagnoli), Rescio. In panchina: Piccolo, Saracino, De Luca, Abrescia. All. Renna.
POMIGLIANO Di Costanzo, Moscarino, Loreto, Schioppa, Follera, Vitagliano, Micalizzi (6’ s.t. Romano), De Rosa, La Cava, Panico, Lagatta. In panchina: Formisano, Volpicelli, Piccirillo, De Falco, Colurcio, Vacca. All. Seno.
ARBITRO: Fabbro di Roma.
NOTE: espulsi Lagatta 39’ s.t. , Vacca (dalla panchina)  e l’allenatore del Nardò Renna al 44’ s.t.; ammoniti Pasca, Montenegro, Rizzi e Schioppa. Angoli 12-3 per il Pomigliano.

Ancora una delusione casalinga, nonostante il nuovo vantaggio iniziale. La vittoria non arriva neanche con un Pomigliano a lungo incapace di trarre i frutti della sua supremazia territoriale. Il Nardò fino a che non perde pure Antico, l’ultimo superstite del terzetto difensivo, sul quale ha costruito buona parte delle sue fortune stagionali, riesce in qualche maniera a sopperire al predominio avversario. Lo fa creando grande densità sulla trequarti, sfruttando il prevedibile e insistito ricorso al lancio lungo del Pomigliano e rintuzzando la principale arma offensiva ospite, ovvero le traiettorie alte sulle palle inattive, in prevalenza da calcio d’angolo.
Un atteggiamento utilitaristico al quale il Nardò è costretto dall’emergenza, ma anche da un appannamento della condizione fisica, che a questo punto è un dato ormai acclarato. Il Nardò autorevole, brillante e battagliero pre-sosta non c’è più. E così dopo il Grottaglie, in verità molto più incisivo nell’elaborare la sua manovra offensiva,  è costretto a soffrire anche l’iniziativa del terzo peggiore attacco del campionato, quello appunto del Pomigliano. Adagiandosi passivamente sul vantaggio maturato ancora una volta alla prima occasione utile e assolutamente incapace di sfruttare gli inevitabili spazi concessi dall’avversario. Incide la giornata poco felice degli attaccanti esterni, ma non solo, perché manca pure chi riesca ad innescarli, imbroccando il tempo della giocata o la misura dell’appoggio.
Renna, alle prese con il classico dilemma della coperta corta, rivolta la formazione attribuendo ruoli inediti a Montenegro e Difino. L’esterno (Montenegro) diventa difensore centrale di destra, il centrocampista (Difino) invece laterale di destra al posto del compagno retrocesso in terza linea. Si libera così un posto a centrocampo per un Marzocchi ancora lontano da una condizione accettabile, il quale ha come partner un Giordano reduce da una settimana di acciacchi. E’ probabilmente la somma di tutti questi handicap la prestazione partorita dal Nardò, che una volta trovato il vantaggio si contrae nella propria area e si rivela fortemente impacciato nel tentativo di far ripartire l’azione.
Nell’atmosfera irreale, ma dissennatamente ciclica, di una gara giocata a spalti vuoti, è il Pomigliano a confezionare la prima azione da rete, all’8’. E’ Panico a mettere in area dalla destra un velenosissimo cross, che proprio sulla linea di porta trova la provvidenziale deviazione in angolo di Antico, in anticipo su un La Cava ben appostato per la deviazione vincente. In una domenica in cui la manovra fraseggiata per il Nardò è un miraggio, l’unica eccezione è l’azione che porta al gol del momentaneo vantaggio. Vero è che gran parte del merito è di Difino, protagonista di una irresistibile percussione, ma prima che la palla giunga al giovane centrocampista granata, la manovra si snoda tra Rizzi e Rescio. Quattro passaggi di fila, fino all’inzuccata vincente di Rizzi, rappresentano una sorta di record di giornata. Ma decisiva, come si diceva è l’accelerazione di Difino, che ricevuta palla, salta un avversario, affonda sulla fascia, e poi dall’altezza della bandierina serve un preciso cross in area per Rizzi. Bravissimo poi, l’ex brindisino, a mirare sul palo alla sinistra di Di Costanzo e a battere di precisione il portiere avversario con una inzuccata radente al legno.
Sbloccato il risultato dopo appena dieci minuti il Nardò però non riesce ad andare oltre ad una gara di puro sacrificio tattico. Si difende con ordine, coprendo ogni spazio la squadra di Renna, non riuscendo però a fare altro. Per lo sterile Pomigliano del primo tempo può bastare. I campani infatti si limitano a collezionare angoli e vanno al tiro solo al 21’. Schioppa però, disturbato da un compagno,  alza la mira da buona posizione. Su palla inattiva, una punizione dal limite, il tentativo di Vitagliano al 37’, con il pallone che sorvola la traversa. Sull’altro fronte Di Costanzo si complica la vita da solo (31’) non trattenendo una innocua punizione di Rizzi, ma nessuno ne approfitta; Rescio invece al 35’ cade in area di rigore avversaria dopo un contatto sospetto, ma almeno l’arbitro ha il buonsenso di non ammonirlo per simulazione. Di questi tempi è già tanto.
La tattica della resistenza ad oltranza adottata dal Nardò in difesa del prezioso vantaggio subisce un primo colpo con l’ingresso in campo di una seconda punta di ruolo nelle file ospiti. Con Romano accanto a La Cava e il dirottamento dell’attivissimo e rapido Panico sulla destra, cresce la pericolosità offensiva del Pomigliano, che ha sempre in Vitagliano il centrocampista ispiratore della manovra. Con questa mossa gli attacchi della  squadra di Seno diventano meno monocordi e più corali. La stoica resistenza del Nardò si frantuma  poi non appena Antico sventola bandiera bianca, dal momento che il Pomigliano trova immediatamente due gol nel giro di altrettanti minuti, sempre con La Cava, di cui soltanto uno, per fortuna, valido.
Il Nardò non ha neanche il tempo di assestarsi dopo il varo dell’inedito terzetto difensivo composto da Montenegro, Lomasto e Febbraro, che La Cava è già libero di colpire indisturbato di testa da calcio d’angolo. Fortunatamente nel corso del tragitto bandierina-area di rigore il pallone oltrepassa la linea bianca e il particolare non sfugge al guardalinee: gol annullato. Ma la resa è solo rinviata di due minuti e giunge al 16’. Sugli sviluppi di uno dei 12 corner battuti complessivamente dai granata napoletani, c’è la sponda aerea Di Loreto e la deviazione sottomisura di un La Cava, nuovamente libero di colpire, stavolta di sinistro.
La reazione del Nardò è isolata e si esaurisce nella deviazione di testa a fil di palo di Di Piedi, al 18’, su una punizione battuta dalla trequarti da Febbraro. Per il resto è una supremazia costante del Pomigliano, che con un Nardò chiaramente in bambola, si protende alla ricerca anche del vantaggio. E lo fa giocando palla a terra e manovrando con una certa incisività, pur non collezionando chiarissime occasioni da gol. E’ quasi sempre Panico l’uomo dell’ultimo passaggio e al 26’ va pure al tiro, a chiusura di una triangolazione, anticipando la chiusura di un difensore, con il tiro che sfiora il palo. Poi imbecca La Cava, anticipato da Mirarco in uscita, e al 37’ manda al tiro Romano, la cui inzuccata pecca però di precisione e potenza.
L’espulsione di Lagatta per doppia espulsione al 39’ rinfranca nello spirito un Nardò ormai esausto nelle gambe, tanto che i granata collezionano in pochi minuti i loro tre angoli di giornata. E proprio sugli sviluppi di un tiro dalla bandierina, al 41’, Rescio sfiora l’inatteso raddoppio con una girata improvvisa da distanza ravvicinata, che chiama Di Costanzo ad una istintiva smanacciata in angolo. E’ l’ultima emozione di una domenica interlocutoria a livello di classifica. Il doppio turno casalingo va in archivio senza scalfire l’immutato tesoretto di cinque punti sulla zona play-out. Ora però il calendario diventa molto più impegnativo. E senza una inversione di tendenza vi è il rischio di ritrovarsi presto con la pressione di non dover sprecare nulla per non compromettere una intera stagione.                            

Nardò - Trani 1-1


NARDO’ (4-2-3-1) Mirarco; Montenegro, Taurino, Vetrugno, Pasca; Difino (41’ s.t. Bagnoli), Marzocchi; Rizzi, Rescio, Corvino; Di Piedi (19’ s.t. Giordano). (Renna, Lomasto, Febbraro, De Luca, Lanotte). All. Sgobba.
TRANI (4-2-3-1) Musacco; Moretti, Naglieri, Sodano, Barile; Mesto, Amoroso; Pontrelli, Caichjian (13’ s.t. De Guido), Barone (1’ s.t. Bozzi); Sallustio (39’ s.t. Bartoli). (Troilo, Toffoli, Ginefra, Sgherza). All. Maggio.
ARBITRO: Manzi di Nocera Inf.
NOTE: espulsi Barile (T) 26’ s.t., Corvino (N) 27’ s.t.; ammoniti Amoroso, Sallustio e Montenegro. Angoli 10-6 per il Nardò.
Le ombre della zona play-out continuano ad allungarsi implacabilmente sul Nardò. Neanche contro il derelitto Trani arriva la tanto attesa vittoria. E le cifre degli ultimi due mesi di campionato si fanno sempre più impietose: cinque punti in sette partite, quattro delle quali giocate in casa. Cullandosi di settimana in settimana su una classifica che garantiva margini di rassicurante tranquillità, questo Nardò è riuscito a mangiarsi ormai quasi del tutto il vantaggio accumulato fino alla ventunesima giornata.
Quota 42, quella presumibilmente necessaria per porsi al riparo dalle sospette volate di fine stagione di molte squadre pericolanti, ad oggi per i granata appare come il miraggio di un’oasi nel deserto.  Né può confortare il gran numero di occasioni da rete sciupate fino all’espulsione di Corvino, che azzerando definitivamente il potenziale offensivo dopo la precedente sostituzione di Di Piedi, ha condannato il Nardò a venti minuti finali di angosciosa impotenza offensiva.  Né appare credibile catalogare il pareggio casalingo contro una squadra da tempo rassegnata alla retrocessione, come il classico incidente di percorso. La fatica immane compiuta per sbloccare il risultato, proprio sull’ultima azione del primo tempo, dopo aver dilapidato sei-sette limpide occasioni e l’incapacità di rimediare ad un gol subito in apertura di ripresa, sono segnali di un malessere profondo, di natura psicologica, tattica e strutturale.
L’unica nota positiva rispetto al recente passato è sicuramente venuta dalla produzione offensiva. Occorre però comprendere quanto per merito del nuovo assetto tattico, con la presenza contemporanea in campo di tutti i calciatori a vocazione offensiva, o quanto invece per la pochezza di un Trani, che al di là della generosità e dell’impegno messo in campo, rimane pur sempre la squadra che è stata capace di conquistare appena 4 punti in questo girone di ritorno e soltanto 12 in tutto il campionato. Del nuovo assetto disegnato da Sgobba sembra invece non essersene giovata per niente la retroguardia, al punto da concedere ben tre comodi tiri agli attaccanti tranesi nei primi venti minuti. La prima porzione di gara è infatti incredibilmente di marca tranese. Corvino, in una delle sue domeniche peggiori in fatto di precisione e lucidità sotto porta, spreca incredibilmente al 5’ una facilissima conclusione sottoporta, alzando un traversone smarcante di Difino.
Un errore che lascia il Nardò prigioniero delle sue paure e necessità impellenti e ringalluzzisce un Trani, che fa della aggressività e dell’intensità il suo marchio di gioco. Sallustio è poi una spina nel fianco della difesa neretina, spesso in affanno sulle accelerazioni del centravanti tranese. Vengono proprio dalle sue giocate i primi grattacapi per Mirarco, chiamato al 14’ a disinnescare una insidiosa parabola dal limite in mezza girata e due minuti dopo ad opporsi con una deviazione in angolo ad una conclusione scaturita al termine di una percussione centrale da slalomista. Un altro brivido scaturisce al 17’ da un tiro al volo del brasiliano Caichjian, che sorvola la traversa.
E’ il pericolo che scuote finalmente il Nardò che molle, lento e impacciato fino a quel momento, prova ad abbozzare una reazione decente con una superba progressione di Montenegro, che poi serve Rizzi il cui tiro sbatte su un difensore. La pressione del Nardò cresce col passare dei minuti e costringe il Trani a rintanarsi nei pressi della propria area di rigore. E’ proprio l’ex brindisino a giocare il maggior numero di palloni, talvolta esagera nella ricerca della soluzione personale, ma  quando al 30’ mette un invitante pallone a centro area per la testa di Corvino, la deviazione del numero 10 granata sorvola la traversa. Al 32’ è Rescio a pescare Rizzi sul secondo palo con un cross dalla sinistra, ma la deviazione è solo abbozzata. Due minuti Montenegro manca di un soffio la deviazione davanti alla linea di porta, sulla punizione tagliata di Corvino.
Quello del Nardò è ormai un assedio, ma il gol non arriva neanche al 40’ sul velenoso angolo di Rizzi, che si infrange sulla traversa. La sagra delle occasioni mancate si allunga al 45’ quando Corvino in fuga solitaria trova la deviazione in angolo di Musacco su una conclusione ravvicinata. Ma il sudatissimo vantaggio giunge proprio sugli sviluppi del tiro dalla bandierina: scambio corto e servizio per Corvino che dal limite con un diagonale di millimetrica precisione insacca a fil di palo.
 Tornato in campo con l’idea di poter comodamente gestire il sudato quanto meritato vantaggio, il Nardò dapprima fallisce il raddoppio con Rizzi (sinistro che sfiora l’incrocio dei pali) e dopo 8 minuti si rivede costretto a riprendere l’affannosa ricorsa al gol del successo. Il Trani pareggia con un tiro dalla propria metà campo del difensore centrale Sodano: un potente rinvio da almeno cinquanta metri che coglie Mirarco fuori dai pali e spinto dal vento si insacca beffardamente nel sacco. E’ una mazzata tremenda che manda in tilt il Nardò , che al 13’ rischia su un traversone che attraversa l’intero specchio di porta, prima della deviazione di Taurino in angolo.
Non manca il tempo per rimediare, ma il gol per il Nardò resta una montagna difficile da scalare nonostante una nuova raffica di opportunità. La prima capita a Rizzi, incapace di sfruttare un intervento a vuoto di Barile: il trequartista granata si invola verso la porta di Musacco, ma poi sfiora soltanto il palo alla destra del portiere. Al 19’ tocca a Rescio: palla al piede percorre una quarantina di metri, poi va al tiro da posizione defilata e a portiere battuto c’è il salvataggio sulla linea di Barile. Al 24’ è invece Corvino a involarsi verso la porta di Musacco, che si salva con una respinta con i piedi, sulla ribattuta l’attaccante granata ci prova in mezza girata, ma il pallone si stampa sulla traversa.
L’espulsione di Barile al 25’ sembra poter dare nuova spinta al tentativo del Nardò di riappropriarsi del risultato, ma l’espulsione di Corvino sul gol annullato a Rizzi fanno calare il sipario sul match. Accade al 27’ quando Rizzi su punizione, dal vertice corto dell’area di rigore, trova lo spiraglio giusto per battere Musacco. L’arbitro annulla, probabilmente per un presunto fallo sul portiere tranese, e Corvino (l’unico ammonito del Nardò fino a quel momento) si becca il secondo giallo per proteste. E poiché soltanto otto minuti prima Sgobba aveva sostituito Di Piedi con Giordano, il Nardò si ritrova con un potenziale offensivo praticamente azzerato nella fase topica del match.
L’esito del match è ormai scritto. Il Nardò non riesce più a pungere e sopraffatto dal nervosismo, non è in grado di escogitare nulla per creare pericoli alla retroguardia ospite. L’ultima frazione di gara si trasforma così in un lento e inesorabile supplizio nella domenica più amara della stagione.       

Nardò - Grottaglie 2-2


NARDO’ (3-4-3) Mirarco; Febbraro, Antico, Vetrugno; Montenegro, Difino, Giordano, Pasca; Corvino, Di Piedi, Rescio (19’ s.t. Rizzi). (Piccolo, Nuzzo, Lanotte, De Luca, Marzocchi, Bagnoli). All. Renna.
GROTTAGLIE (4-4-2) De Gennaro; Quaranta, Mitrotti, Buono, Pisano (25’ s.t. D’Angela); Cristofaro (38’ s.t. Presicci), Lenti, Vitagliano, Sanna; Radicchio, Rebecca. (Anastasia, Carruezzo, Ursi, Pignatelli, Schiavone). All. Pellegrino (squalificato, in panchina Piroscia).
ARBITRO: Loprete di Catanzaro.
NOTE: espulsi Corvino (N) al 20’ s.t. e Vetrugno (N) 35’ s.t. per doppia ammonizione; ammoniti Giordano e Lenti. Angoli 5-4 per il Grottaglie

Il vantaggio sulla zona play-out resta rassicurante, ma l’agognato allungo sulla zona calda non c’è. Non c’è neanche il Nardò ammirato prima della sosta. Evidente l’involuzione in termini di qualità di gioco e equilibri tattici complessivi.  Ipotizzare che sia conseguenza delle note e snervanti vicende post Bisceglie, può essere una spiegazione realistica, ma anche semplicistica. Entrare nella psiche dei calciatori è compito difficile anche per addetti ai lavori. E poi di sceneggiate per una sostituzione sgradita si osservano anche laddove il danaro scorre a fiumi. Le espulsioni di Corvino e Vetrugno rientrano invece in una casistica così particolare, che risulta davvero difficile metterle in relazione con i nervi a fior di pelle. Di amnesie difensive il Nardò invece negli ultimi tempi, soprattutto in casa, ne ha già patite anche con il terzetto difensivo titolare in campo. Basti ripensare ai gol subiti contro Puteolana e Campania.
Certo l’assenza di Taurino avrà inevitabilmente pure tolto sicurezza all’intera fase difensiva,  ma bisogna riconoscere che il Nardò contro il Grottaglie ha sofferto anche a centrocampo.  Non ha funzionato quel filtro che spesso in passato aveva consentito di creare uno sbarramento tale da impedire alle squadre avversarie di smarcare con tanta facilità un uomo in area. Difficile capire se sia avvenuto per le qualità di palleggio e di aggredire gli spazi di gente come Vitagliano, Cristofaro,  Rebecca o Radicchio, per una condizione fisica non eccelsa per la inattività dei giorni caldi o per l’inevitabile mutamento tattico intervenuto con gli innesti dicembrini che hanno innalzato il tasso di pericolosità e incisività offensiva, finendo con l’incidere su un meccanismo tattico inizialmente incentrato principalmente sulla protezione della retroguardia.
Diventa dunque complicato individuare con certezza il motivo di una prestazione certamente deludente, al di là delle assurde decisioni del direttore di gara. Magari restando in undici e trovando il gol di un possibile successo in quei 25 e più minuti disputati in inferiorità numerica, tanti retropensieri di natura extracalcistica  ora non affollerebbero  le menti. La realtà incontestabile è che Nardò e Grottaglie hanno fatto a gara a fare e disfare, a costruire e sprecare. Incapaci di gestire i rispettivi vantaggi hanno giocato e pure divertito per l’intero primo tempo, per poi perdere idee e incisività nella ripresa.
Rescio si rivela subito una spina nel fianco della difesa grottagliese e da un suo cross dalla linea di fondo, nasce il vantaggio di Montenegro, il nono calciatore neretino a trovare il gol in questo campionato. L’esterno destro granata sovrasta tutti di testa, portiere compreso, e insacca da pochi passi. Il Grottaglie fa però presto capire che la gara non sarà una formalità per il Nardò. Già un minuto dopo Vetrugno è costretto ad un affannoso salvataggio in angolo e sugli sviluppi del tiro dalla bandierina, Vitagliano saggia subito i riflessi di Mirarco con una deviazione di testa in piena area. Al 12’ Rescio confeziona un cross fotocopia di quello valso il momentaneo vantaggio, ma stavolta De Gennaro si salva smanacciando. Il Grottaglie riparte spesso con incursioni veloci, ma trova il pareggio sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla media distanza: Vitagliano calcia in porta, Mirarco respinge con i pugni, Radicchio è libero di coordinarsi e girare in rete in acrobazia.
Il match continua con godibili capovolgimenti di fronte, con il Grottaglie che si avvale della regia di un lucido e ispirato Vitagliano, più bravo dei granata nel trasformarli in pericoli per la porta avversaria. Il Nardò ci riesce soltanto al 28’ con una inzuccata di Di Piedi in tuffo, su uno spiovente dalla destra di Corvino. Si susseguono invece sull’altro fronte gli affondi di Rebecca, sempre pronto a chiudere con efficacia le triangolazioni in profondità ora con Radicchio, ora con Cristofaro. L’argentino però si ritrova in posizione da tiro quasi sempre da posizione defilata, dalla quale però al 39’ scaglia un diagonale che Mirarco sventa in angolo. E’ il prologo al brevissimo vantaggio grottagliese. Sul tiro dalla bandierina infatti il pallone danza in area, fino alla rovesciata vincente dello stesso Rebecca, a pochi metri dalla porta granata.  La reazione del Nardò è però immediata e Rescio ristabilisce subito la parità con un sinistro a fil di palo, su invito dalla destra di Corvino.
Della ripresa probabilmente non rimarrebbe traccia senza le assurde decisioni dell’arbitro. Il Nardò attacca senza mai rendersi pericoloso. Rescio e Corvino non garantiscono assistenza a Di Piedi, costretto a sgomitare nelle retrovie avversarie nel tentativo di addomesticare problematici lanci lunghi. Renna prova a dare la scossa con l’inserimento di Rizzi al posto di Rescio, ma non c’è il tempo di verificare se la mossa sia quella giusta  per rompere il grigio tran-tran del match, perché sale in cattedra la giacchetta nera.  E se il fiscalismo della giacchetta nera può pure trovare un appiglio nella caduta in area di rigore avversaria di Corvino in seguito ad un contatto che pur non essendo da rigore comunque c’è, è al limite della follia invece il cartellino rosso per Vetrugno, per una presunta simulazione avvenuta addirittura fuori area. Il contatto con Cristofaro pare evidente a tutti, tranne all’arbitro.
Renna ridisegna la squadra con Giordano a fungere da terzo difensore centrale, un deciso arretramento degli esterni Montenegro e Pasca. Sulla mediana si piazzano Rizzi e Difino, mentre a Di Piedi tocca il compito di dare manforte in ogni zona del campo. L’emergenza stuzzica generosità e agonismo nei granata, mentre il Grottaglie che ha ormai perso la brillantezza e l’incisività del primo tempo, non riesce minimamente a sfruttare la ghiotta occasione. Il Nardò difende l’ormai preziosissimo 2-2 senza concedere un solo tiro in porta all’avversario. E così un risultato deludente si trasforma in una sudata conquista. Ma sbagliare anche la gara di domenica prossima con il Pomigliano significherebbe rimettere in discussione il progetto di una salvezza tranquilla.

Nardò - Puteolana 2-1


NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Taurino, Antico, Vetrugno; Febbraro, Giordano, Difino, Rescio (10’ s.t. Lanotte), Pasca; Corvino (45’ s.t. Vigliotti), Rizzi (35’ s.t. Bagnoli). In panchina: Renna, Lomasto, Saracino, Ratta.  All. Renna.
PUTEOLANA (4-3-3) Ciccarelli; Di Mase (24’ s.t. Perillo), Signore, Luongo, Sabia; Loiacono (17’ s.t. D’Agostino), Conte, Napolitano; Lepre (10’ s.t. Murolo), Borrelli, Riccio. In panchina: Alcolino, Simioli, Abbate, Imbriaco. All. Sorrentino.
ARBITRO: Luciano di Lamezia.
NOTE: espulso il tecnico del Nardò Renna al 35’ s.t.; ammoniti Antico, Difino, Rizzi, Taurino, D’Agostino, Napolitano. Angoli 4-4.

 Una preziosissima vittoria per continuare a navigare a distanza di sicurezza dagli scogli perigliosi della zona play-out. Ci pensa Corvino a far dimenticare l’infinito tormentone legato al transfer di Di Piedi e ad interrompere la perfetta alternanza stagionale di sconfitte e vittorie casalinghe, in confezione doppia. Quello contro la Puteolana è infatti il terzo successo consecutivo al Giovanni Paolo II, che se nel tabellino porta il marchio indelebile del talentuoso ragazzo di Caprarica, il cui fiuto del gol è ormai al livello dei più consumati bomber del campionato, ha però in Rizzi e Rescio due sopraffini e decisivi ispiratori. Sempre nel vivo dell’azione, a ridosso dello schieramento difensivo ospite, sono proprio loro due a infondere vivacità e idee alle offensive di un Nardò, capace di manovrare con estrema rapidità e precisione e creare scompiglio in area di rigore avversaria. Evidente e notevole il salto di qualità assicurato dai due innesti dicembrini, al punto che una partita dalla gestazione complicata anche in virtù del forfait di Marzocchi, dà subito la sensazione di non poter aver approdo diverso dalla vittoria, nonostante la dormita che consente alla Puteolana di rimettersi momentaneamente in carreggiata.
Tocca agli instancabili Giordano e Difino garantire corsa, interdizione, ma anche ordine al centrocampo di un Nardò, che in fase di attacco vede Rizzi, prevalentemente a destra, e Rescio, dalla parte opposta, supportare da vicino l’azione offensiva di Corvino. La Puteolana, subito costretta a concedere l’iniziativa ai padroni di casa, ha in Borrelli il punto di riferimento avanzato e Lepre e Riccio i due attaccanti esterni pronti ad aggredire gli spazi quando si presenta la possibilità di ripartire. E’ il Nardò a prendere subito in mano la partita e a lavorare ai fianchi la retroguardia campana. Di Rizzi (7’) e Giordano (15’) i primi tentativi, in piena area avversaria, senza però inquadrare lo specchio della porta di Ciccarelli. E’ evidente la prevalenza a centrocampo dei granata, capaci poi di orchestrare le loro offensive con un fraseggio rapido e preciso, che si dipana prevalentemente palla a terra e raggiunge l’apice della spettacolarità al 19’. E’ Corvino ad innescare un’azione alimentata con una serie di passaggi corti da Rescio e Febbraro fino al tocco in orizzontale per Rizzi, che prova a superare con un pallonetto il portiere in uscita, ma Ciccarelli riesce a smanacciare e a neutralizzare la minaccia.
E’ il prologo al vantaggio che si dipana lungo lo stesso asse. Stavolta è però Rizzi l’ispiratore: l’ex brindisino, spostato sulla destra, lavora con caparbietà e profitto un pallone che poi lancia in diagonale verso il centro dell’area in direzione di Rescio, che sull’uscita alla disperata di Ciccarelli tocca in orizzontale per Corvino, pronto ad insaccare da posizione leggermente decentrata. Vantaggio pienamente meritato e impreziosito da una giocata in piena area avversaria, in grado di scardinare lo schieramento difensivo ospite. Molto meno elaborata invece la manovra puteolana, che ha come soluzione privilegiata il lancio in profondità verso il possente Borrelli e in alternativa i tagli al centro di Lepre e Riccio. E’ proprio Borrelli a tentare una prima reazione al 30’ con una percussione centrale, interrotta da Antico, ma dopo lo sbandieramento del guardalinee. Passano due minuti e quando ormai la partita sembra in discesa il Nardò si addormenta. L’arbitro fischia una punizione dubbio appena dentro la metà campo granata e mentre i neretini si attardano nelle proteste, gli avversari riprendono di gran carriera il gioco: lancio lungo per Riccio che si invola solitario verso la porta di Mirarco e sull’uscita del portiere lo infilza con un tocco rasoterra. Una imperdonabile ingenuità che galvanizza gli uomini di Sorrentino, che si fanno più intraprendenti e al 32’ sfiorano addirittura il vantaggio.  E’ Borrelli a girarsi all’improvviso e a calciare dai 25 metri: un rasoterra insidioso che sembra destinato all’angolo basso alla sinistra di Mirarco, che si distende e devia in angolo.       
In avvio di ripresa il Nardò impiega poco per rimettere le mani sulla partita. E il raddoppio scaturisce da un’altra giocata da applausi. E’ Difino ad innescare la corsa di Rescio sulla sinistra e sul perfetto cross in corsa dell’ex casaranese Corvino in torsione trova una spettacolare deviazione aerea che si incastra proprio all’incrocio dei pali, alla destra del portiere campano. Il Nardò paga il vantaggio con l’infortunio di Rescio, che dopo tre minuti lascia il campo sostituito da Lanotte. La Puteolana avanza il suo baricentro e con l’innesto di Murolo e l’avanzamento di Napolitano, prova a recuperare il risultato attaccando con quattro uomini. Ma la difesa del Nardò non può certo fare due regali in una stessa gara e così il gran agitarsi ospite rimane fino a sé stesso e a lungo non produce il benché minimo pericolo per la porta di Mirarco.
E’ disordinata e sterile la pressione ospite, mentre il Nardò non riesce a concretizzare le sue ripartenze. Al 27’ Rizzi manca di qualche centimetro la misura dell’ultimo passaggio in direzione di Corvino, mentre al 30’ Difino è platealmente trattenuto per i calzoncini sulla trequarti da D’Agostino, quando si sta ormai involando pericolosamente verso l’area avversaria. Sull’altro fronte Taurino e Antico chiudono ogni varco. Il Nardò vince, soffrendo il giusto e senza andare mai in affanno. I soliti lanci lunghi della Puteolana soltanto al 34’  raggiungono la testa di Borrelli, che piazzato al limite dell’area piccola, non riesce però ad imprimere forza alla sua deviazione, che giunge innocua tra i guantoni di Mirarco. Ultimo brivido al 49’ quando la punizione calciata nella intasatissima area avversaria da Napolitano, non trova solo per una questione di centimetri la deviazione del solito Borrelli.     

Nardò - Potenza 3-0


NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Febbraro, Antico, Taurino; Montenegro, Difino, Marzocchi (29’ s.t. Trofo), Rescio, Pasca (37’ s.t. Saracino); Bagnoli (22’ s.t. Recchia), Corvino. In panchina: Sakho, Lomasto, Vigliotti, Ratta. All. Renna.
POTENZA (3-4-3) Della Luna; Vaccaro, Schettino, Raspaolo (29’ s.t. Spiezia); Ripoli, Tancredi, Ambrosino, Polichetti; Lancellotti (19’ s.t. Guarnera), Grieco, Limatola (36’ s.t. Trerotola). In panchina: Falcone, Savoia, D’Ambrosio, Nolè.  All. Agovino.
ARBITRO: Paterna di Teramo.
NOTE: espulso Grieco (P) 3’ s.t.; ammoniti Taurino, Trofo, Bagnoli, Recchia. Angoli 5-1 per il Nardò.

Magari una vittoria non luccicante dal punto di vista estetico, ma terribilmente importante. Anche perché quando si è costretti ad improvvisare una prima linea di pesi piuma e con l’innato istinto di girare al largo dall’area di rigore, neanche affrontando il fanalino di coda del campionato, la vittoria può essere data per scontata. Nella domenica in cui contava la sostanza e non la forma, il Nardò si conferma una terribile macchina da punti, capace di superare qualsiasi situazione di emergenza. Otto quelli messi in saccoccia nell’ultimo mese, nonostante la mancanza di un terminale offensivo, di cui il Nardò sostanzialmente non dispone più dall’ormai lontana partita con l’Ischia. Eppure con la forza dei nervi, una buona dose di cinismo, la solidità della sua difesa  e il fondamentale contributivo realizzativo di inattesi carneadi del gol, il Nardò è riuscito a superare brillantemente anche l’emergenza numerica provocata dalla ristrutturazione delle seconde linee, coincisa con la raffica di squalifiche piovute in casa granata dopo il derby con il Taranto.
La gara con il Potenza, ridotto a brandelli dal mercato di dicembre e ricostruito con un esercito di under (otto nella formazione di partenza) già svezzati alla categoria, si è svolta sulla falsariga ampiamente prevista alla vigilia. Nardò in formazione obbligata con Corvino e Bagnoli a comporre una inedita prima linea di un atipico 3-5-2, in attesa del transfer di Di Piedi, e Rescio unico volto nuovo in campo a comporre con Pasca una sorta di catena di sinistra, lungo la quale il Nardò, soprattutto nel primo tempo, ha cercato con insistenza la giocata giusta per sbloccare il risultato. Sull’altro fronte un Potenza schierato con un 3-4-3, trasformatosi subito in 4-5-1 non tanto per una espressa volontà dei lucani di votarsi ad una gara di solo contenimento passivo, ma per manifesta incapacità di intessere una manovra in grado di avanzare il fronte del gioco.
Tocca quindi al Nardò assumere l’iniziativa, senza però riuscire a conferire profondità e incisività alla manovra. Predominio territoriale e costante possesso palla non si traducono così in incursioni pericolose in area avversaria, anche per il mancato inserimento dei centrocampisti. Sulla sinistra è molto attivo Rescio e proprio da quella fascia ha origine il primo brivido per la porta del Potenza dopo due minuti: Della Luna smanaccia in uscita un cross, pallone raccolto da Montenegro, il cui destro da fuori area non inquadra lo specchio della porta. Corvino veste i panni del rifinitore al 6’ quando apparecchia un gran sinistro dal limite di Pasca, che incoccia su un difensore potentino e finisce in angolo. Il Potenza si vede in avanti soltanto al 7’ e per poco non approfitta dell’unico black-out difensivo dei granata: Ripoli trova il corridoio giusto per penetrare indisturbato in area, ma giunto quasi al limite dell’area piccola trova la sontuosa chiusura di Taurino, che va ad estirpargli il pallone dai piedi. Dopo un altro tentativo dalla media distanza, questa volta di Bagnoli al 15’ ecco allora l’episodio che trae d’impaccio il Nardò.
Corre il 17’ quando Corvino appena dentro l’area, quasi all’altezza del vertice sinistro, punta Ambrosino per saltarlo in dribbling e si procura il calcio di rigore. E’ lo stesso attaccante granata a trasformare dal dischetto con un tiro appena teso, che si insacca alla sinistra di Della Luna.  A questo punto la gara prende la piega più favorevole per il Nardò anche perché la reazione del Potenza è frutto di un sussulto nervoso e non di una logica di gioco e produce soltanto un angolo e un tiro-cross di Limatola, che al 27’ incoccia sulla parte esterna dell’incrocio dei pali e poi finisce sul fondo, con Mirarco comunque ben piazzato sulla traiettoria. Ci sono poi i continui errori nei passaggi in fase di ripartenza penalizzano le buone intenzioni dei potentini. 
Si vede lontano un miglio che la partita è ormai chiusa e il sogno del Potenza di restare attaccato alla partita, nella speranza dell’episodio favorevole, svanisce dopo appena tre minuti di ripresa. Grieco, già ammonito, si becca un altro cartellino giallo nel tentativo di frapporsi all’incursione di un vivacissimo Rescio e lascia i suoi in dieci. Bagnoli potrebbe chiudere i conti già al 6’, ma manca clamorosamente la deviazione aerea da pochi metri. Il Nardò ha sempre più in pugno la gara, Marzocchi alimenta il gioco distribuendo palloni con lucidità e precisione, resta da migliorare la qualità dei cross dalle fasce per mettere definitivamente in archivio la gara.  Succede al 18’ quando Montenegro  è pronto a servire un preciso cross rasoterra  dalla destra, che trova Bagnoli ben appostato in area per la girata a rete a fil di palo. E’ incontenibile la gioia dell’indomito attaccante napoletano, che riscatta così una lunga serie di indecisioni sotto porta. Sta invece quasi diventando un abitudinario del gol Alessio Antico, che triplica al 28’, stavolta ricorrendo al pezzo forte del suo repertorio, il gol di testa. Sull’angolo di Corvino, l’inzuccata del capitano assume una parabola a spiovere, quindi tocca la traversa e carambola sulla spalla di Della Luna, proteso in volo e protagonista involontario della deviazione decisiva in rete.   
Nel restante quarto d’ora di gara il Nardò potrebbe addirittura dilagare e allungare l’elenco dei marcatori stagionali. Le palle gol capitano infatti sui piedi di Di Fino, Recchia e Rescio, ma talora manca la freddezza, talora la precisione. L’errore più clamoroso è quello di Recchia, che a porta vuota manca la deviazione vincente da pochi metri al 34’. La sua palla gol è il secondo atto dell’occasione mancata, appena qualche istante prima da Di Fino, che giunto in solitudine davanti al portiere Della Luna gli aveva tirato addosso. Ci prova poi Rescio, un minuto dopo, a piazzare il pallone a fil di palo, alla sinistra del portiere, non inquadrando lo specchio di porta per una questione di centimetri. Nel finale c’è lavoro anche per Mirarco, che si oppone in due tempi ad un bolide su punizione di Tancredi.
Quattro vittorie, altrettante sconfitte, il pareggio al Giovanni Paolo II, continua a restare uno sconosciuto. E il Nardò vola addirittura al settimo posto. Il cammino verso la salvezza resta però ancora molto lungo, anche perché le proiezioni lasciano supporre una quota salvezza di gran lunga più alta rispetto allo scorso campionato. Anche se questo Nardò continua a offrire sensazioni estremamente positive.  

Nardò - Campania 4-1


NARDO’ (3-4-3) Mirarco; Taurino, Antico, Vetrugno; Montenegro, Difino, Giordano, Pasca; Corvino (45’ s.t. Bagnoli), Di Piedi (35’ s.t. Lanotte), Rescio (22’ s.t. Rizzi). (Renna, Febbraro, De Luca, Abrescia). All. Renna.
CAMPANIA (4-4-2) Vigliotti; Pellini, Cavallini (1’ s.t. Napoletano), Russo, Bosco; Natale (22’ s.t. Keita), Di Palma (13’ s.t. Carnicelli), Lopetrone, Narciso; Di Matteo II, Di Matteo I. (Lima, Sommella, D’Alterio, Viscovo). All. Campana.
ARBITRO: Sartori di Padova
NOTE: ammoniti Vetrugno, Difino, Di Piedi, Bosco, Keita, Pellini. Angoli 4-2 per il Nardò.

Se non fosse per la necessaria prudenza che l’imprevedibilità del calcio impone nell’emettere giudizi, si potrebbe tranquillamente affermare che per questo Nardò raggiungere l’obiettivo salvezza sarà una pura formalità. Se infatti attraverso l’applicazione tattica, lo spirito di sacrificio, l’agonismo e la determinazione il Nardò, nel girone d’andata, è riuscito costantemente a galleggiare al di sopra della zona play-out, non ci pare un azzardo ipotizzare un rapido e definitivo allontanamento dalla zona minata, ora che la squadra di Renna può contare su valori tecnici di assoluto spessore proprio laddove si tratta di capitalizzare il volume di gioco prodotto.  Oltretutto la classifica, con la risalita di Taranto e Brindisi, è ora diventata nei bassifondi molto più verosimile.
Costretto finora ad affidarsi alle fenomenali invenzioni di un Corvino,  che anche oggi ha dato un saggio sopraffino delle sue qualità balistiche con l’ennesimo gol da cineteca, il Nardò si è finalmente potuto giovare di un vertice alto nel suo tridente d’attacco. E non sarà certo stato un caso che la pioggia di gol sia coincisa proprio con l’esordio casalingo di Michele Di Piedi, un attaccante che corre, lavora per i compagni, segna. Un inserimento che ha ancor di più esaltato quella predisposizione alla ricerca della porta avversaria gioco a terra, così come era già emerso contro la Puteolana, ma ha pure offerto un sicuro punto di riferimento in avanti,  in grado di tener sotto costante pressione il pacchetto difensivo avversario, nonché assicurare soluzioni alternative alla manovra offensiva granata .
Nardò-Campania doveva essere un incerto quanto ostico scontro diretto, si è presto rivelata invece una gara senza storia. Enorme la differenza di valori in campo. Campania sovrastato sul piano tattico e sostanzialmente costretto ad accontentarsi dell’illusorio gol del fugace pareggio. Un incidente di percorso che non ha minimante scalfito la verve di un Nardò bravo a chiudere la gara già nel primo tempo per poi gestirla senza troppi sforzi e praticamente nessun pericolo nella ripresa.
Sono subito dolori per il Campania che dopo un paio di sortite offensive nei primi minuti di gara è costretto a subire la pressione granata. Gli uomini di Renna alternano le verticalizzazioni per Di Piedi alla manovra corale che sviluppa con una certa continuità anche sulle corsie esterne. E’ il portiere Vigliotti ad opporsi alla sfrenata voglia di gol di Di Piedi, che già all’11’ tenta la via della rete con una gran botta di destro che il portiere campano alza in angolo. Ha l’argento vivo addosso il centravanti palermitano e al 14’ si trasforma in ala: affonda sulla fascia destra e mette un invitante pallone in area, ma la difesa ospite sventa. Alla caccia al gol partecipa anche Difino, la sua staffilata dal limite al 15’ non è trattenuta dal portiere, rimedia Bosco con un salvataggio in calcio d’angolo, in  anticipo su Corvino pronto alla deviazione sotto misura. Il lavoro ai fianchi della difesa campana prosegue al 18’ quando Rescio sfonda a sinistra, Cavallini intercetta il preciso cross radente proprio nel cuore dell’area piccola e salva ancora una volta i suoi.
E’ inevitabile che la facilità di affondare i colpi del Nardò sia prima o dopo coronata dal successo. Il vantaggio non è però il frutto di una limpida azione d’attacco, ma una invenzione di Corvino. Accade al 26’. Ricevuta palla da fallo laterale, l’incontenibile “Corvo” punta con decisione verso l’area avversaria e giunto al limite confeziona una parabola velenosissima che fredda Viogliotti: un tocco d’esterno ad incrociare, carico d’effetto, che si insacca a fil di palo, alla sinistra del portiere. E’ una folgore che abbatte il muro del Campania e scatena un finale di tempo intenso e pirotecnico.
Quattro minuti e sul Giovanni Paolo II sembrano calare i fantasmi del Fanuzzi. Come a Brindisi dura infatti 240 secondi il vantaggio granata. Fatalità e disattenzione dietro all’inzuccata letale di Di Matteo II. Antico interrompe fallosamente un attacco ospite all’altezza dei venti metri, la punizione di Di Matteo I si infrange sul palo alla sinistra di Mirarco, la palla ricade verso il lato opposto dello specchio di porta dove un liberissimo Di Matteo II ha tutto il tempo di chinarsi e deviare in rete di testa. Tutto da rifare, ma il Nardò non ha neanche il tempo di imprecare contro la cattiva sorte, che è nuovamente in vantaggio. Tutto merito di Di Piedi, che due minuti dopo, con un’azione di forza,  penetra prepotentemente in area in diagonale e giunto al vertice dell’area piccola confeziona un preciso rasoterra sul palo più lontano. Galvanizzato dal gol al debutto casalingo, Di Piedi innesca anche il gol del 3-1, andandosi a conquistare di forza un pallone su un disimpegno difensivo avversario. Il tocco in verticale del centravanti granata si trasforma in un lancio smarcante per Corvino, che sull’uscita del portiere tocca in orizzontale per la deviazione vincente di Rescio.     
 Partita sostanzialmente chiusa con 45 minuti d’anticipo da un Nardò assatanato e terribilmente incisivo. E’ sterile e inefficace il tentativo del Campania di raddrizzare nella ripresa una gara già segnata. Campana sin gioca dapprima la carta Napoletano, poi con gli ingressi di Carnicelli e Keita passa al 4-3-3, ma senza risultati. I campani vanno al tiro solo con Napoletano (colpo di testa a lato all’11’) e con Keita, la cui parabola velenosa al 25’ si spegne sull’esterno della rete. Si gioca su ritmi blandi, ma Corvino è sempre sugli scudi. Il bomber granata dopo aver fallito il 4-1 al 13’, con un tiro troppo angolato dopo una corsa indisturbata verso la porta avversaria, favorita da un tocco errato di Bosco, al 31’ si procura il rigore che arrotonda ulteriormente il punteggio del match in favore del Nardò. Lancio millimetrico di Rizzi, nel frattempo subentrato a Rescio, Corvino punta Pellini che lo tocca. Sartori indica il dischetto e capitan Vetrugno insacca con un sinistro leggermente teso alla sinistra di Vigliotti. 

Nardò - Taranto 3-2


NARDO’ (3-4-3) Mirarco; Taurino, Antico, Vetrugno; Montenegro, Giordano, Difino, Pasca; Corvino (49’ s.t. Febbraro), Majella, Bagnoli (6’ s.t. De Razza). In panchina: Novembre, Vergori, Marzo, Mastria, Patera. All. Renna.
TARANTO (4-4-2) Maraglino; Rosato, Terrenzio, Brancato (31’ s.t. Buongermino) , Prete; Papa, Cordua, Vicedomini, Stigliano (38’ s.t. Battista); Curri (20’ s.t. Faccini), Mignogna. In panchina: Monopoli, Catalano, Gnoni, Aiello. All. Pettinicchio.
ARBITRO: Giuliani di Teramo.
NOTE: espulso Prete al 50’ s.t.; ammoniti Taurino, Pasca, Antico, Vetrugno, De Razza, Corvino, Majella, Vicedomini, Papa e Mignogna. Angoli 2-2.

Il Nardò è riuscito ad aggiudicarsi al 17° tentativo il primo derby contro la sua bestia nera per eccellenza, il Taranto, sfruttando al meglio le armi a sua disposizione in questo momento, ovvero la perfetta organizzazione della sua fase difensiva, il carattere, l’orgoglio e la voglia di soffrire di un gruppo che sa impostare le proprie gare tenendo ben presenti quelli che sono i suoi limiti. Con la compattezza e i nervi saldi il Nardò ha retto per tutto il primo tempo alla pressione di un Taranto, capace di imbastire una manovra ben congegnata, ma terribilmente sterile e poi ha trovato proprio grazie ai suoi difensori le stoccate decisive per incanalare la partita verso una direzione inattesa per quanto si era visto in campo nel corso del primo tempo.   
E così quando anche in campo il derby ha assunto i connotati della battaglia, il Nardò è riuscito a piazzare i colpi vincenti sfruttando alla perfezione gli episodi favorevoli. Più o meno quello che ha fatto il Taranto, che ha trovato il gol con due invenzioni di Mignogna e Vicedomini, ma ha invece fallito la più clamorosa delle occasioni con Curri, capace di spedire alle stelle da pochi passi, dopo una respinta corta di Mirarco. Un errore che ha pesato fatalmente sul match del Taranto, anche perché giunto quando il punteggio era ancora sullo 0-0. A parte i gol, infatti il derby non ha offerto altre emozioni sotto rete.
L’avvio pimpante del Nardò subito al tiro con Difino e poi in grado di seminare lo scompiglio in area avversaria con una iniziativa di Corvino, dal quale scaturisce il primo angolo del match, si rivela un fuoco di paglia. Il pallino del gioco passa infatti presto nelle mani del Taranto che ha in Curri il terminale offensivo di un 4-4-2 che vede Vicedomini nelle vesti di ispiratore del gioco e Stigliano il centrocampista più continuo negli inserimenti offensivi. Il Taranto per tutto il primo tempo palesa fluidità di manovra fino ai sedici metri e senso del collettivo, ma latita clamorosamente nella concretizzazione della sua mole di gioco. Ad aggravare lo stato di soggezione tattica del Nardò vi è l’assoluta incapacità di orchestrare la benché minima ripartenza.   L’unico segnale di vita granata scaturisce da una deviazione di testa di Majella, che si perde a lato al 18’.  Il netto predominio territoriale del Taranto si rivela però un’arma a doppio taglio, perché costringendo costantemente sulla difensiva il Nardò finisce con lo sbattere sulla difesa  a cinque dei granata che non concedono il minimo spazio lungo tutto il fronte d’attacco avversario.
Penetrare in area di rigore neretina è impresa improba e in assenza di un esterno in grado di sfondare sulle fasce, l’unica soluzione per la squadra di Pettinicchio resta il tiro dalla distanza. E’ Cordua il più pericoloso in tal senso e dopo un primo tentativo neutralizzato da Mirarco in presa alta al 6’, occorre attendere il 33’ per vedere un nuovo intervento dell’estremo difensore granata. Stavolta però il Taranto va vicinissimo al vantaggio, perché Mirarco respinge corto la potente botta dalla distanza del centrocampista rossoblù e Curri, pronto alla deviazione da pochi metri, alza incredibilmente la mira. Il Nardò limita  così i danni e con un po’ di fortuna evita che la superiorità avversaria trovi uno sbocco.
Il derby cambia subito direzione in avvio di ripresa. E’ di Antico la deviazione sotto misura, sugli sviluppi di una punizione di Giordano, dopo un tentativo a vuoto di Vetrugno. Ora qualità e geometri e contano meno, perché la partita si trasforma in battaglia agonistica e il Nardò si esalta. Renna rinforza il centrocampo con l’innesto di De Razza al posto di un deludente Bagnoli e il Taranto ci prova ancora dalla distanza con Vicedomini: è il 12’e Mirarco sventa in due tempi. Nulla può invece il giovane estremo difensore di casa, dinanzi alla prodezza balistica di Mignogna: ancora una conclusione da fuori area, ma stavolta si tratta di una saetta fulminante che s’insacca sotto il sette. 
 Il pareggio tarantino, purtroppo, scatena la dabbenaggine di qualcuno in tribuna, che se la prende con i familiari dei calciatori ospiti. Poi gli scontri, sempre sugli spalti, si fanno fratricidi e per quattro minuti l’arbitro interrompe il match. Quando finalmente si torna a giocare, il Nardò trova nuovamente il vantaggio. E’ Vetrugno a bruciare sul tempo Brancato e a trovare la rete del 2-1, sul corner battuto da Corvino: il pallone incoccia sul palo interno e poi carambola in rete. Pettinicchio inserisce Bongermino e Faccini e passa al 3-4-3, senza apprezzabili risultati in termini di pericolosità. Presta invece il fianco alle ripartenze granata e al 3° minuto di recupero, Corvino finalizza una perfetta triangolazione con Montenegro, non lasciando scampo a Maraglino con una conclusione all’altezza del dischetto. E’ l’apoteosi e il gran rasoterra di Vicedomini, direttamente su punizione, che si insacca a fil di palo, non procura alcun brivido, perché giunge proprio allo scadere degli otto minuti di recupero    
L’unico rammarico di una giornata così esaltante è la macchia impressa  sulla prima storica vittoria del Nardò contro il Taranto dalle imprese di alcuni esagitati, riusciti nell’impresa di provocare dal nulla incidenti sui propri spalti, in assenza di tifosi avversari.

lunedì 6 maggio 2013

Nardò - S.Antonio Abate 0-2

NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Febbraro, Taurino, Vetrugno; Montenegro (dal 1’ s.t. Rizzi), De Luca (dall’11’ s.t. Difino), Marzocchi, Giordano, Pasca (dal 25’ p.t. Bagnoli); Corvino, Rescio. (Piccolo, Lomasto, Antico, Abrescia). All. Sgobba.
 SANT’ANTONIO ABATE (4-3-3) Apuzzo; Amendola, Morella, Lagnena, Scarparo; Eligibile, Pontillo, Romano (dal 14’ s.t. Zampardino); Giordano (dal 36’ s.t. Esposito), Volpicelli (dal 20’ s.t. Sperandeo), Tedesco. (Di Lorenzo, Perrella, Pastore, Alfano). All. Fontanella.
 ARBITRO: Sartori di Este.
RETI: aut. Vetrugno al 7', Tedesco al 15'
 NOTE: espulso Antico nel corso dell’intervallo per proteste; ammoniti Bagnoli, Apuzzo, Romano. Angoli 10-1 per il Nardò.

 Il Nardò si scioglie nuovamente ad un passo dal traguardo. Dopo aver fallito una miriade di occasioni per chiudere in anticipo il discorso salvezza, la storia si ripete nella domenica più importante della stagione. A rigor di logica un verdetto perfettamente in linea con gli ultimi tre mesi di campionato. Il successo con la Battipagliese va evidentemente archiviato come il classico caso della singola rondine che non fa primavera. A 3 minuti dalla fine di quella partita il Nardò era ormai con tutti e due i piedi nei play-out e ci ritorna ora dopo la passeggiata di salute contro il Potenza e la speranza tradita che proprio quella vittoria in extremis contro i campani fosse il segnale di una riscossa. E invece ora il discorso salvezza torna una matassa difficile da sbrogliare, senza neanche un conforto puramente statistico, ben conoscendo, chi ha confidenza con le vicende granata, i precedenti in materia di sfide post-campionato con avversari come Turris, Cavese, Mentana, Bojano e Gaeta. A nulla è servita la grande passione di un pubblico caloroso e scatenato, che non ha mai smesso di incitare la squadra nonostante lo scioccante avvio di gara, nel corso del quale si è consumato il crudele destino di una partita-spareggio, iniziata subito nel peggiore dei modi. Ci saremmo aspettati giocatori pronti a sopperire ai loro limiti con il cuore e lo spirito guerriero delle battaglie decisive, senza risparmiare la minima energia. Il Nardò si è invece subito consegnato alla sorte avversa, senza saper reagire da squadra, indipendentemente dalla risaputa incapacità di trasformare in gol le sue confuse e asfittiche idee di gioco. Ne è venuta così fuori una partita senza costrutto, anche se passata quasi tutta nella metà campo avversaria. E quel gol che avrebbe potuto riaccendere anche la più remota o fantasiosa speranza, è rimasto nel libro dei sogni anche quando si trattava di spingere in rete un pallone a non più di trenta centimetri dalla porta avversaria, a portiere già fuori causa. Ovviamente i due gol regalati ad un Sant’Antonio Abate, che aveva iniziato la gara innalzando una ermetica diga davanti alla sua porta, hanno avuto un peso enorme nella disfatta. Incredibile l’autorete di Vetrugno, su un normalissimo cross dalla sinistra di Pontillo, favorito da un pallone perso sulla trequarti da Montenegro. Un vizio antico invece la libertà concessa ad un giocatore avversario, nella circostanza Tedesco, di colpire indisturbato di testa nell’area piccola, sugli sviluppi di una punizione laterale.
Nel mezzo un evidente fallo di mano di Morella in area, che saltato in corsa da Rescio con un sombrero , tocca di mano il pallone, ma l’arbitro sorvola. Con il Sant’Antonio Abate in vantaggio di due reti, dopo 17 minuti e un solo tiro in porta, il Nardò ha reagito nella peggiore maniera possibile. Null’altro se non dei tentativi da fuori area da parte di De Luca, improduttivi slalom dei vari Rescio e Corvino, un paio di inzuccate mai pericolose di Montenegro. Eccellente invece il lavoro sull’altro fronte di Volpicelli, capace non solo di fungere da costante punto di riferimento delle ripartenze abatesi, ma anche di districarsi con abilità nella maglie difensive neretine, ora favorendo gli inserimenti del sempre pericoloso e mobile Tedesco, ora tentando invece la conclusione con esiti mai banali. Nonostante la cronica difficoltà di abbinare la costruzione alla finalizzazione, Nardò più pericoloso nella ripresa. Un Nardò con tutti gli uomini di attacco gettati nella mischia e ridisegnato in un 3-4-3 con De Luca (poi sostituito da Difino) e Rescio sugli esterni a centrocampo, Bagnoli centravanti e Corvino e Rizzi esterni d’attacco. Corvino (3’) chiama subito Apuzzo alla parata a terra, ma è clamorosa la traversa colpita da Rizzi al 6’, liberato al tiro a pochi metri da un assist in verticale di Rescio. Tutti protesi in avanti i granata ancor più offrono il fianco alle ripartenze ospiti, che esaltano in particolare la velocità di Tedesco, dotato di una capacità di progressione davvero notevole. Il bomber abatese al 7’ colpisce il palo alla sinistra di Mirarco, al culmine di una irresistibile puntata offensiva. All’11’, invece, una combinazione tra Pontillo e Volpicelli si conclude con un diagonale a fil di palo. Le offensive del Nardò riacquistano incisività intorno alla mezzora. Ed è Rizzi a sprecare l’inimmaginabile calciando alto, ad un’inezia dalla linea di porta, una respinta corta di Apuzzo sulla incornata da pochi passi di Febbraro. Tre minuti dopo Corvino salta controtempo sul perfetto cross di Bagnoli. Ancora Corvino in evidenza al 34’, favorito da un rimpallo, la sua serpentina in area stavolta si conclude con un tiro ravvicinato, ma sui piedi del portiere in uscita. Sul ribaltamento di fronte Mirarco è costretto ad allungarsi sulla sua sinistra per bloccare un velenoso diagonale del nuovo entrato Sperandeo. Ormai non c’è più tempo per la rimonta, ma il Nardò continua a sprecare tanto sottoporta. Ci prova Vetrugno, di testa, sull’angolo di Rizzi, ma il pallone finisce sull’esterno della rete e poi Febbraro, il cui rasoterra quasi a colpo sicuro, viene intercettato dal terzino Amendola. La replica è del solito Tedesco, che al 42’ si invola verso la porta di Mirarco, dopo aver saltato anche Taurino, trovando però la respinta del portiere granata. Al fischio finale il generoso pubblico granata ha già avuto il tempo di metabolizzare l’ennesimo dramma sportivo della sua storia. Stavolta però il verdetto non è di quelli inappellabili. Forse c’è ancora un modo per guadagnare una via uscita dal tunnel in cui il Nardò è stato capace di ricacciarsi. Anche se dopo una prestazione simile occorre una fede incrollabile per credere ancora in un lieto fine.

Michele Climaco per Nardocalcio.net

lunedì 29 aprile 2013

Potenza - Nardò 0-3

POTENZA 0 NARDO’ 3
 POTENZA (3-5-2) Della Luna 5,5; Vaccaro 6 (8’st Savoia 6), Schettino 5,5, De Feo 5,5; Guarnera 5,5 (24’st Tancredi sv), Lancellotti 5,5, Limatola 5,5, Marra 5,5, Cataruozzolo 6; Cibele 5,5, Grieco 5,5 (16’st Ambrosino 5,5). A disp. Scaldaferri, Trerotola, De Bonis, Restaino. All. Passarella

NARDO’ (4-4-2) Mirarco 6; Montenegro 6,5 (39’st Bagnoli sv), Febbraro 7, Taurino 6,5, Vetrugno 6; De Luca 6,5, Marzocchi 6,5, Di Fino 6,5 (27’Rescio sv), Pasca 6; Corvino 7 (43’ Abrescia), Rizzi 6. A disp. Piccolo, Lomasto, Antico, Lanotte. All. Sgobba ARBITRO Iorio di Torre Annunziata (Battiniello – Sartore)

RETI 4’pt Corvino, 11’pt Febbraro, 38’st De Luca NOTE ammoniti: Della Luna, Limatola. Angoli: 4-6. Recupero: 2’pt, 3’st


Si gioca davanti a 200 spettatori neretini che fanno sentire la loro voce. 5' -Nardò in goal dopo appena 5'. Lancio di De Luca in profondità, Corvino aggancia e fila verso la porta trafiggendo Della Luna . Toro in vantaggio! 10' - Nardò determinatissimo. Corner corto per Corvino, tiro dell'attaccante neretino e inserimento di Febbraro che di destro batte a rete. 2-0 per il Toro. 20' -Il Nardò allenta la pressione e prova a controllare il match dopo un inizio veemente. 30' - Il Nardò bada a non correre rischi. Solo un velleitario tiro da lontano di Cataruozzolo finito abbondantemente al lato di Mirarco. 35' - I Granata si fanno rivedere in avanti. Discesa di Vetrugno, cross in area, il portiere non ci arriva ma Montenegro manca l'impatto vincente. 40' - Niente scosse la partita entra in uno stato di torpore complice anche il caldo primaverile. 43' - Calcio di punizione dal limite di Cataruozzolo. Mirarco para senza problemi. 45' - Finisce il primo tempo. Nardò subito sull'acceleratore con due goal, poi gestione del risultato. Secondo tempo. Si riprende con gli stessi effettivi. 5o' - Potenza minaccioso. Marzocchi salva sulla linea sugli sviluppi di un calcio d'angolo. 52' - Traversa del Potenza con Lancellotti. Sulla ribattuta palla messa in rete ma l'assistente segnala il fuorigioco. 55' - Nel Potenza entra Savoia al posto di De Feo. 57'- I Granata non stanno a guardare e sfiorano il terzo goal con Rizzi. Il tiro dell'attaccante viene deviato in corner dal portiere potentino. 59' - Altro cambio tra le fila rossoblu. Ambrosino prende il posto di Grieco. 65' - Un quarto d'ora di vivacità poi il match ritorna nello stato di letargo. 70' - Cambio anche per Mister Sgobba. Rescio prende il posto di Difino. 75' - Doppia traversa di Corvino. Il primo legno viene colpito su calcio di punizione. Della Luna salva con la complicità della trasversale. Sul conseguente calcio d'angolo ancora Corvino pronto al tiro. palla che si stampa ancora sulla traversa. 80' - Discesa di Montenegro, cross radente in area, inserimento veloce di De Luca e goal del piccolo centrocampista barese. Partita chiusa. 83' - Cambio per il Nardò. Bagnoli al posto di Montenegro. 88' - Rizzi timbra il palo alla destra della porta di Della Luna. 89' - Esce Corvino, entra Abrescia. Finisce il match. Vittoria netta del Toro. Vittoria facile contro un Potenza ormai in disarmo. Corvino timbra il 13.mo goal, Febbraro e De Luca arrotondano. Ora tutti concentrati per il big match contro il Sant'Antonio Abate. Due battaglie sono state vinte ma la più dura deve ancora venire. Forza ragazzi!

 Alexx Capoti e Fernando Pero per Nardocalcio.net

lunedì 22 aprile 2013

Nardò - Battipagliese 2-1

NARDO’ (3-5-2) Mirarco; Taurino, Antico (36’ s.t. Febbraro), Vetrugno; 
Montenegro, Difino, Marzocchi (16’ s.t. De Luca) , Giordano, Bagnoli (16’ s.t. 
Rizzi); Corvino, Rescio. 
(Piccolo, Lomasto, Lanotte, Abrescia). All. Sgobba.

BATTIPAGLIESE (4-3-3) Carotenuto; Sparano,  Magliano, Itri, Fiorillo; Sasso 
(43’ s.t. Volzone), Fariello, Cammarota; Odierna, Auricchio, Sorrentino. 
(Primadei, Pappalardo, Di Vece, Picarone, Barra, Botta). All. Longo.
ARBITRO: Bruni di Fermo.
NOTE: espulso Odierna al 22’ s.t; ammoniti Vetrugno, Giordano, Difino, Rizzi, 
Carotenuto e Magliano. Angoli 3-2 per il Nardò.
Primo assistente: Umberto Sclavi di Macerata 
Secondo assistente: Alessandro Blasi di Jesi
Spettatori: mille circa.

Quando il Toro sembrava non avere più fiato, quando la stanchezza ormai annebbiava le idee, quando nessuno ci credeva più, è arrivata la zampata vincente di Rescio. Ed è stata ammucchiata. Liberatoria. Un Nardò partito col freno a mano, colpito a freddo, al 7', da un insidioso calcio di punizione di Sasso. Una sassata vera e propria che infila Mirarco sul proprio palo e getta Nardò nello sconforto.
Ma il Nardò non si è fatto intimorire e anche se con la macchinosità di Taurino, la lentezza di Marzocchi e la confusione di Rescio, ha cominciato a gestire un costante possesso di palla alla ricerca della giocata vincente di Corvino.
Già al 12' i neretini potevano pareggiare. Un cross di Bagnoli, oggi molto attivo, attraversava l'area piccola bianconera senza trovare l'incocciata vincente di Montenegro.
Al 15' era Corvino per due volte in area a non avere la coordinazione giusta per battere a rete. La Battipagliese segnato il goal si difende a pieno organico, affidando le ripartenze a Sorrentino (bel giocatore) abile a fiondarsi negli spazi, e alla sponda aeree di Auricchio.
Il Nardò difende alto e spinge a pieno organico. Sulla sinistra Vetrugno e Bagnoli provano ad aggirare la difesa campana con giocate ficcanti e traversoni. Sulla destra invece la catena esterna Montenegro - Difino non trova sbocchi. Le occasioni latitano, anche perchè in attacco il Nardò manca di peso e lucidità. Ci si affida quindi ai calci piazzati.
Al 27' Corvino impegna severamente Carotenuto con una punizione dal limite. L'estremo battipagliese alza in angolo. Sulla seguente battuta, mischia in area con rinvio finale della difesa. 
Il Nardò insiste e trova il pari quasi allo scaderea. Calcio di punizione dal versante sinistro  d'attacco. Corvino va sul pallone e batte Carotenuto sul proprio palo, spiazzandolo nettamente.
Si va negli spogliatoi con un sospiro di sollievo.
Nella ripresa il copione non cambia. Nardò in avanti, Battipagliese raccolta a riccio e pronta al contrattacco. Al 50' Corvino scodella in area una punizione-cross. Uscita scomposta di carotenuto e palla vagante in area. Nessun neretino lesto a ribadire in rete.
Al 60' Sasso ci riprova. Tiro teso dai 25 metri con palla fuori di poco.
Si alza il ritmo del match, le squadre si allungano. Al 67' Odierna commette fallo da dietro su Taurino, per il bianconero è doppio cartellino giallo che si trasforma in rosso.
Il Nardò guadagna coraggio e al 75' sfiora la rete con Corvino. La sua girata sottoporta è fuori d'un soffio. 
La Battipagliese serra i ranghi e lascia pochissimi spazi. Il Nardò va in difficoltà, Sgobba sostituisce Marzocchi e Bagnoli con Rizzi e De Luca. Il Nardò guadagna in velocità ma aumenta l'imprecisione delle giocate. Corvino si danna, Giordano lotta ma deve anche costruire gioco in veste di regista dopo l'uscita di Marzocchi. La partita sembra imboccare l'epilogo della delusione e dell'ennesimo passo falso in casa, ma a 3' dalla fine arriva il guizzo. De Luca appoggia di testa all'accorrente Rescio che sotto porta spizzica e batte Carotenuto. Lo stadio esplode. Toro che vince in rimonta e riaggancia le speranze.
Non siamo salvi ma siamo ancora vivi.

Alessandro Capoti per Nardocalcio.net

martedì 16 aprile 2013

Chi vuol essere lieto sia

Dopo aver propagandato per sei mesi morti e feriti tarantini da vendicare si è finalmente consumata la vendetta epocale della città delle cozze contro l'empia Neretum, colpevole di lesa maestà in campo sportivo.
Ora Taranto può andare fiera di aver lavato l'onta con 4 reti contro una squadra priva di tifo al seguito, priva di risorse economiche e con una classifica precaria.
Anche fuori dal terreno di gioco l'onore è stato salvato accerchiando cinque dirigenti Granata, cacciandoli dalla tribuna centrale con parolacce, SPUTI e offese. Pettinicchio, allenatore recuperato dai campionati minori, aveva dato dei maleducati ai neretini che non avevano rispettato il fair play all'andata. A fine partita, invece,  Cordua, Maraglino, Prosperi e altri eroi in maglia rossoblu lo hanno applicato alla lettera con parole di encomio e buon auspicio. Bene abbiamo accontentato il tenero Giacomino che a Nardò si era fatto intimorire da una baruffa (tutta neretina) da far tremare le gambe ai giovani campioni jonici.
Contenti anche i "giornalisti" di alcune tv digitali, ma che per mentalità rimangono paesane, a cui non pareva vero di infierire con ironia, sbeffeggiamenti e sfottò sulla squadra e la città neretina. Ma che "cinicità!" Citiamo testualmente il nuovo vocabolo coniato in riva al mare della diossina.
Così Taranto si è finalmente rifatto una verginità, ha risolto i suoi problemi e ha ottenuto tremenda vendetta.
I rossoblu ora possono gioire. Al mancato approdo in Serie B è seguito il fallimento, e al fallimento è seguito il mancato approdo alla Lega Pro. Taranto, 200 mila abitanti, rimane ancora tra i dilettanti. Bandiere sventolano a festa sullo Jonio.

A.C.