Created with flickr badge.

lunedì 23 febbraio 2015

Nardò - Molfetta 3-0

Reti: Palazzo 32′, 92′, Caporale 94′

NARDÒ: Caroppo, Starita, Mancarella, Anglani, Montrone, Vicedomini, Papi (82′ De Razza), Palazzo, Vicentin (80′ Fiorentino), Corvino, Montinaro, (75’Caporale).
A disp.: D’Agostino, De Giorgi, Antico, Mazzeo.
ALL. Ragno
L. MOLFETTA: Musacco, Muciaccia, Calefato, Dentamaro, De Ceglia, Amoruso, Grazioso (Barone), Vitale (Civita), Cantatore, Ingrosso (Lanave), Cesareo.
A disp.: Soares, Cadaleta, Giancaspro, De Gennaro. All. Lanza
Arbitro : Matteo Lillo di Brindisi Assistenti: Talucci e Tomasi di Taranto
Spettatori 1500 circa. Terreno allentato, giornata piovosa.
Ammoniti: Papi, Montrone, Corvino, Muciaccia, Calefato.

Nardò più forte di tutto. Pioggia, vento, fango e un coriaceo Molfetta non bastano a fermare le furie Granata. Una grande prestazione per intensità. tenuta atletica, equilibrio e giocate tecniche. Dallo scontro col Molfetta esce fuori un Nardò tonico e soprattutto immacolato da squalifiche che può andare a giocarsi a pieno diritto le proprie carte a Francavilla per la vittoria finale.

Galatina - Nardò 0-2


Scorers: Vicentin 48′, aut. Febbraro 59′

GALATINA: Esposito, Febbraro, Signore (Burdo), Potenza, Ronzino; De Razza, Serri, Volpe, (Alemanni); Giacco, Masi, De Ronzi.(Longo)
A disp.: Trinchera, Pasca, Chirizzi, Sozzo, Piumetto, All. Dario Levanto
NARDO': Caroppo, Starita, Mancarella, Anglani, Montrone, Papi, Vicedomini, Palazzo, Vicentin, Corvino, Caporale (85′ Montinaro).
A disp.: Pino, Antico, Coccioli, Mazzeo, Gigante, Rana.
All. Nicolo Ragno
Arbitro: Domenico De Girolamo della sez. Avellino
Note: giornata mite, terreno in condizioni discrete, spettatori 900 circa di cui 600 neretini.
Ammoniti: Vicentin, Montrone, Volpe, Giacco

Vicentin si rivela ancora una volta il grimaldello giusto per scardinare le difese avversarie. Porta la firma del centravanti argentino, al decimo gol stagionale, la sesta vittoria consecutiva in trasferta del Nardò. Una serie record iniziata a Bitonto, il 30 novembre scorso, guarda caso proprio con l’avvento in panchina di Nicola Ragno. Sprecano tantissimo i granata, prima dell’uno-due di inizio ripresa, che consente di riallacciare il filo con la vittoria. La speranza del Galatina di agguantare un pareggio insperato dura solo un tempo ed è alimentata esclusivamente dai balbettii sotto porta degli avanti granata. Generosità, determinazione e abnegazione dei giocatori biancostellati servono solo ad allungare i tempi di esecuzione della condanna. D’altra parte la trama del match è di una linearità assoluta con il Nardò a dettare gioco e ritmi, ma a peccare di cinismo e praticità sotto rete.



L’assenza annunciata di Palmisano, il forfait inatteso di Fiorentino sono defezioni che non possono non lasciare traccia in termini di lucidità della manovra e di aggressione al fortino difensivo galatinese. Palazzo più a suo agio nel ruolo di tiratore che di uomo assist, prova subito a scagliare insidiosi fendenti verso la porta di Esposito, ma per due volte, nei primissimi minuti di gara, non inquadra per questioni di centimetri lo specchio di porta. Clamoroso è al 6’ il pallonetto fuori misura di Corvino, praticamente dal dischetto del calcio di rigore, mentre qualche istante dopo un velenoso diagonale di Palazzo va ad infrangersi contro la parte superiore della traversa. Quello del Nardò è un assedio immediato e costante, il Galatina non può che affidarsi alla buona stella. Caporale sembra vestire i panni di Palmisano quando all’8’ imperversa sulla fascia sinistra, ma Vicentin manca di un soffio la deviazione vincente di testa.

Il Nardò comanda a piacimento il match, ma il gol non arriva, neanche quando Corvino (15’) prova la giocata di classe, disegnando una di quelle parabole spettacolari, che però Esposito riesce a smanacciare in angolo. Il Galatina, schierato da Levanto con un 4-5-1, si difende a pieno organico e prova a ribaltare il fronte del gioco con le incursioni di De Razza e i lanci ad innescare principalmente Serri, che difettano però sistematicamente di precisione. I biancostellati chiamano all’intervento Caroppo, solo con una punizione centrale e senza pretese di Masi al 18’. Vicentin ci prova spesso di testa, ma le sue inzuccate mancano di forza e precisione. Il momento giusto per tramutare anche nel punteggio l’evidente superiorità granata sembra giunto al 23’: Corvino sfugge ai difensori galatinesi, aggira anche Esposito in uscita, ma la sua conclusione da posizione angolatissima trova il salvataggio proprio sulla linea di porta dell’ex Febbraro, in disperato recupero. L’ennesima clamorosa occasione fallita sembra far riemergere i fantasmi dello sfortunato derby contro il Novoli. L’azione d’attacco del Nardò comincia così gradualmente a perdere di incisività, mentre il Galatina, pur alle corde, riesce a chiudere ogni spazio con sempre maggiore efficacia.

La resistenza dei padroni di casa si sfalda sotto il deciso avvio di ripresa del Nardò. Come era già accaduto nel primo tempo i granata costringono i difensori di casa a chiusure sempre più affannose, dalle quali scaturiscono angoli in serie (a fine gara si conteranno ben 18 corner). E proprio sugli sviluppi dell’ennesimo calcio d’angolo, provocato da una bella conclusione di Starita, Vicentin trova la capocciata vincente. Il centravanti argentino, appostato nei pressi del palo più lontano, colpisce in maniera letale nell’affollatissima area di rigore avversaria. Il Galatina accusa il colpo, mentre il Nardò insiste alla ricerca del colpo del k.o. E’ assoluta la padronanza del campo degli uomini di Ragno e il primo a sfiorare il 2-0 è Corvino, con una gran staffilata che si perde di un soffio sull’esterno della rete. Ci prova poi Vicedomini al 13’, botta di distanza ravvicinata che trova la pronta respinta di un Esposito estremamente reattivo. Dopo tante limpide occasioni da rete fallite per un nonnulla, il raddoppio arriva infine in maniera rocambolesca. Vicentin, sempre lui, raccoglie un cross di Palazzo e di testa lo tocca verso l’area piccola, il pallone carambola sul petto di Febbraro e lentamente rotola oltre la linea bianca di porta.

Il resto del match è una tranquilla e rilassata gestione del vantaggio in attesa del fischio finale. Il Nardò preserva preziose energie in vista delle prossime battaglie, il Galatina non ha la forza di imbastire una reazione degna di nota. Levanto inietta inutilmente forze fresche con l’inserimento di Longo, Burdo e Alemanni, Ragno invece scambia le posizioni di Corvino e Palazzo ed effettua la prima sostituzione solo a cinque minuti dal novantesimo con l’ingresso in campo di Montinaro. I galatinesi si procurano qualche punizione sulla trequarti e al 38’ Masi chiama Caroppo alla deviazione. Al fischio finale può tornare ad esultare il Nardò, che corre a festeggiare sotto il gremito settore ospiti. E’ il momento dei cori inneggianti, in attesa della prossima battaglia.
Michele Climaco per Nardogranata.com

Nardò - Novoli 2-2


RETI: 4’pt Potì (NOV), 13’pt e 27’pt Vicentin (NAR), 31’st rig. Scarcella (NOV)

NARDÒ: Pino, De Giorgi, Mancarella, Vicedomini, Anglani, Montrone, Palmisano (46’pt Palazzo), Fiorentino, Vicentin, Corvino (29’st De Razza), Caporale (35’st Montinaro). In panchina: Caroppo, Antico, Margagliotti, Papi. Allenatore: Ragno
NOVOLI: Antonica, Fasiello, Schiavone, Cocciolo (23’st Carlà), Lopetuso (29’pt Elia), Potì, Iaia, Marasco, Rizzo (19’st Denisi), Scarcella, Giorgetti. In panchina: Falcone, Mento, Quarta, Carlucci. Allenatore: Schipa
ARBITRO: Palmisano di Taranto
NOTE: Pomeriggio soleggiato, temperatura 12°. Ammoniti: Vicedomini, De Razza, De Giorgi (NAR), Fasiello, Marasco, Cocciolo, Scarcella (NOV)

Dopo sette vittorie consecutive il Nardò incappa nella partita imperfetta. E nello sprint infinito con l’imperterrito Francavilla il primo passo falso si colora di granata. E’ la mina vagante Novoli a far deragliare il convoglio neretino, ad interrompere una marcia felice e trionfale. La partita dei rossublù di Schipa è un continuo affiorare e inabissarsi, fino al morso letale del famelico Scarcella. Il fulmineo vantaggio di Potì è il segnale premonitore di una domenica “infelix”. Il Nardò ribalta con tale facilità e sicurezza il risultato, con il solito rapacissimo Vicentin, da sottovalutare il cattivo presagio. E, peccato di superbia, si illude di poter gestire il minimo vantaggio. Ma il Novoli è come la brace che cova sotto la cenere e quando la vittoria si trasforma in un puntino impercettibile all’orizzonte, Ragno si accorge che della ricca dotazione offensiva di cui dispone, non è rimasto praticamente più nulla. Il pareggio diventa così un approdo amaro e inevitabile, anche se un punto è poco per le ambizioni del Nardò. Perché il Francavilla, dopo una lunga rincorsa, concretizza la sua egemonia solitaria sul campionato e perché il calendario dei granata è di quelli che non ammettono alcuna frenata tra le mura amiche.

Ancora out Starita e Rana, Ragno si ritrova a dover compiere scelte obbligate. De Giorgi e Caporale si guadagnano così una conferma nell’undici di partenza; Corvino (quattro reti nel doppio blitz di Ascoli Satriano e Locorotondo) è il naturale partner di Vicentin; Palazzo, unica plausibile alternativa al quartetto avanzato, parte dalla panchina. Nessun problema di formazione per Schipa che opta per un 4-3-3 con Giorgetti e Scarcella larghi e lo juniores Rizzo (uno dei tanti ex di giornata) ad agire centralmente. Il Novoli è squadra sagace, votata al sacrificio, ma svelta ad attaccare gli spazi quando riparte. La fase offensiva poggia però quasi per intero sulle intuizioni di Scarcella. Il capocannoniere del torneo, palla al piede, dà la sensazione di gigioneggiare un po’ troppo, ma si procura punizioni fondamentali per concedere chance offensive alla sua squadra. E’ proprio Scarcella a guadagnarsi la punizione dai venti metri, che Potì trasforma in maniera magistrale, insaccando la sfera all’incrocio dei pali, alla sinistra di Pino.

Nardò in svantaggio dopo quattro minuti. Il dover rincorrere il risultato è situazione del tutto inedita sotto il regno di Ragno. E ha come ultimo precedente stagionale la gara (Nardò-Trani) che coincise con il canto del cigno di Walter Monaco. Allora si dovette aspettare un rigore a tempo scaduto per raddrizzare il match, stavolta ne bastano poco più di venti per ribaltare di forza il risultato. Il vantaggio del Novoli appare insomma un fortuito imprevisto e la reazione del Nardò in linea con le ultime prestazioni. Ovvero quella di una squadra con una terribile forza d’urto e in grado di schiantare gli avversari senza troppe discussioni. E così dopo un primo brivido, che scaturisce da una iniziativa di De Giorgi, con Antonica costretto ad alzare il pallone in calcio d’angolo (10’), tocca a Vicentin rimettere la gara in equilibrio. Il traversone dalla sinistra di Vicedomini è telecomandato per la testa dell’argentino che brucia in anticipo Schiavone e con una precisa e morbida inzuccata piazza il pallone a fil di palo, alla destra di Antonica (13’).

Il Nardò continua a giocare con l’impazienza e la convinzione di chi vuol subito chiudere i conti. Il Novoli è costretto a rannicchiarsi sotto l’impetuosa pressione dei granata. Al 15’ De Giorgi calcia malamente sotto misura, dopo essersi elegantemente liberato di un avversario. Ancora più clamorosa la doppia opportunità che capita tra i piedi di Corvino al 22’, che grazia per due volte Antonica, non trovando la battuta vincente neanche sulla respinta d’istinto del portiere novolese. Ma anche in un momento di estrema difficoltà, gli ospiti non rinunciano a pungere, non appena se ne presenta l’occasione. Sugli sviluppi della solita punizione, Giorgetti mette un insidioso pallone in area, che Pino agguanta con qualche affanno. Ma è un episodio e sul capovolgimento di fronte il Nardò passa. La retroguardia ospite, fiaccata dalle incursioni di un Palmisano in giornata di grazia, cede proprio sull’ennesima iniziativa dell’ex copertinese. E’ il 26’ quando Vicentin si protende sul perfetto traversone del compagno e, ancora una volta di testa, insacca proprio sotto la traversa.

Il Novoli capisce che bisogna solo sperare che la tormenta passi senza ulteriori danni. Messa alle corde la squadra di Schipa si compatta dietro la linea della palla, votandosi ad una gara di grande sacrificio. Ma non rinuncia mai a ripartire e al 35’ Cocciolo lavora troppo a lungo una palla sulla trequarti, ritardando il momento del passaggio e così Giorgetti viene servito quando è ormai finito in fuorigioco: palla in rete, ma c’è lo sbandieramento del guardalinee. Il tempo si chiude con un altro cattivo presagio, l’infortunio di Palmisano, costretto a lasciare il campo a Palazzo.

Al ritorno in campo il Nardò continua a comandare il gioco, ma manca ritmo e intensità alle giocate degli uomini di Ragno. Senza Palmisano e con un Caporale in ombra non c’è più incisività nel gioco sulle fasce. Il divario di valori è comunque tale che il Nardò, pur in assenza di una manovra convincente, riesce comunque a creare pericoli alla retroguardia ospite. Vicentin, spalle alla porta, tocca di testa ma non inquadra lo specchio sull’uscita del portiere (16’). Un minuto dopo Corvino si incunea in area, prova a superare Antonica, ma il portiere rossoblù da terra gli strappa il pallone dai piedi. Ci riprova Vicentin al 28’, ma il suo colpo di testa sfiora il montante. Iniziative slegate però da una convincente gestione del match. Ragno annusa le possibili complicanze e inserisce De Razza al posto di Corvino.

Il Novoli resta aggrappato il match in attesa dell’episodio favorevole. E il colpo di coda di un avversario che non accetta la propria fine, nonostante non sembra aver la forza per scongiurarla, arriva al 31’: Scarcella punta in area De Giorgi e lo costringe al fallo da rigore. E dal dischetto l’attaccante novolese sigla il suo sesto rigore stagionale. Mancano pochi minuti al Nardò per cambiare il destino della gara. Infortuni e sostituzioni già effettuate impediscono però a Ragno di estrarre dal cilindro nuove combinazioni offensive. Vicentin gioca inoltre i minuti finali visibilmente menomato per un taglio in testa, a seguito di uno scontro aereo con Schiavone, costretto invece alla resa. E così al Nardò non riesce un nuovo sorpasso, nonostante i disperati tentativi finali di Palazzo (tiro intercettato a un metro dalla linea di porta) e Fiorentino (sforbiciata che sorvola la traversa).

Chicca finale per gli amanti dei corsi e ricorsi storici. Fu proprio il Novoli ad interrompere una striscia positiva di sei vittorie consecutive, al Nardò poi promosso in serie D nel campionato 1961-62. Anche allora finì 2-2. Che sia di buon auspicio per l’esito di una lotta per il primato, che da stasera sembra essere diventata terribilmente in salita?

Michele Climaco per nardogranata. Com

domenica 1 febbraio 2015

Locorotondo - Nardò 0-3

RETI: 26'pt e 32'pt Corvino, 8'st Vicentin

SUDEST LOCOROTONDO: Cofano (1'st Donatelli), Chimenti, Mignone, Fumarola, Camassa, De Palma, Pinto, Fiume, Salvati (33'st Longo), Marini, Soleti (1'st Beltrame). In panchina: Catalano, Pastano, Sgaramella, Ruggieri. Allenatore: D'Ermilio

NARDÒ: Pino, De Giorgi, Mancarella, Vicedomini (33'st Papi), Anglani, Montrone, Palazzo (21'st Palmisano), Fiorentino (27'st De Razza), Vicentin, Corvino, Caporale. In panchina: Caroppo, Margagliotti, Antico, Montinaro. Allenatore: Ragno

ARBITRO: Andreano di Foggia

NOTE: Pomeriggio freddo e nuvoloso, temperatura 7°. Ammoniti: Marini, Fiume (SE), Anglani, Caporale, Fiorentino (N).

Si gioca su un terreno leggermente allentato ed irregolare. 400 spettatori circa di cui oltre la metà neretini.
Defezione nelle file granata di Rana. Risentimento muscolare per la punta barese. Al suo posto gioca Corvino.